Sicurezza
“Lucio Dalla” con le sue perle, un evergreen di quarant’anni
Torna rimasterizzato l’album più famoso del cantautore bolognese Confezione di lusso, ricco libretto e l’aggiunta di tre brani inediti
il disco
Il 1979 è l’anno dei grandi album: London Calling (Clash), Regatta the Blanc (Police), The Wall (Pink Floyd), Off the Wall (Michael Jackson) o quelli di Tom Petty, Joy Division, Supertramps. Sul mercato italiano, in quel 1979, arriva al riscontro di vendite, con 800.000 copie, anche Lucio Dalla con il suo omonimo album.
“Lucio Dalla” – preceduto da “Com’é profondo il mare” – vede Lucio di nuovo in versione cantautore, terminata l’esperienza. Per celebrare i 40 anni dell’uscita la Sony lo ripropone rimasterizzato con un nuovo packaging e tre interessanti brani aggiuntivi: un inedito (“Angeli” singolo con video), una versione in finto inglese di “Stella di mare” (una prova di lavoro) ed una studio version di “Ma come fanno i marinai” con Francesco De Gregori. “Lucio Dalla” è il disco di “Anna e Marco”, “Cosa sarà” (altro duetto con De Gregori), “L’anno che verrà”, “Stella di mare”. In totale 9 brani che immediatamente ancor oggi connotano Lucio Dalla. Di quel periodo è l’album più centrato: meno estremo di “Com’é profondo il mare”, più poetico ed elegante del successivo “Dalla”. C’è tutta l’abilità dell’autore, tutta la ricchezza della sua musica, la sua visione della canzone, la sua ricerca. A fare grande questa raccolta di perle ha contribuito anche il produttore Alessandro Colombini (classe 1936, in discografia da metà dei 50) uno che ha prodotto artisticamente oltre 500 dischi. «Ho lavorato molto bene con Lucio – dice – perché era quello che ti seguiva di più. Dava attenzione alle idee, ai suggerimenti. Questo è un disco leggero, non affollato di suoni, semplice». Ricorda anche dei gustosi aneddoti. «Dalla – racconta Colombini – cantava piano, sottovoce, quasi sussurrando. Per risolvere questo problema mi venne l’idea di mettere il Dolby sulle registrazioni e toglierlo durante il mix. Il risultato fu un suono vocale unico. Dopo 4 dischi fatti così, Lucio imparò a cantare nello stesso modo senza effetto». Ma soprattutto racconta la genesi di “Anna e Marco”, una delle tracce più filmiche della musica italiana. «Nacque con un testo diverso, si chiamava “Sera” ed era molto banale. A me non piaceva e così gli consigliai di rimetterci mano. In una notte è successo il miracolo».
La ristampa del disco è arricchita da un libretto con bei disegni di Alessandro Baronciani e interviste ai cantautori Dente, Di Martino e Colapesce, giovani ispirati da Dalla che dimostra di essere senza tempo. —
Luca Trambusti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
