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Mika al Tirreno, il giornale spaziale della pop star: ecco le sue scelte da direttore per un'ora - Video
Il cantante ha fatto visita al nostro giornale a Livorno e si è trasformato in direttore scegliendo le pagine principali dell’edizione in edicola. Le sue decisione e il racconto di un'esperienza che è stata davvero una "figata"
Non voglio Mika la luna... il giornale spaziale della popstar
di Federico Lazzotti
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LIVORNO. La Luna che «unisce il mondo» da raccontare e il «razzismo che lo divide» da combattere. Quando ci vuole: «un calcio nelle palle» agli odiatori social e una carezza alla filosofia delle piccole cose. Pazzesco, wow, figata. Il pesce fresco comprato la mattina presto al mercato di Livorno, «cerco un’insegnante per impararmi a fare il cacciucco» e i selfie con i fan che l’aspettano anche quando è già lontano, lo ammirano, lo sfiorano e battono le mani quando prima di salutare accenna il ritornello di “Take it easy” tradotto alla livornese in techerise. Maria Elena Boschi chi? La Leopolda chissenefrega... E poi la televisione che «rischia di bruciarti se non stai attento a quel che fai».
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E la promozione di un disco che rende tutto uguale: «Può sembrare strano che un artista si lamenti, ma quando stai un giorno a New York, poi Parigi e Madrid, alla fine non vedi niente. Tutto è standardizzato in venti minuti di interviste dove rispondi sempre alle stesse domande». Ecco perché “Tomorrow”, domani insomma, quasi quasi preferirebbe «andare a Pontedera» piuttosto che nella capitale spagnola.
È una canzone inaspettata, inedita, nuova, che dura poco meno di due ore, il doppio di un album, come un concerto. E racconta più Michael Holbrook Penniman Jr, nome completo all’anagrafe di questo cittadino del mondo di 36 anni che ha scelto di vivere tra Miami e la Toscana, che Mika, star internazionale della musica pop. Un gelato – “Ice cream” è il primo singolo dell’ultimo lavoro – da gustare con gli occhi chiusi e le orecchie tese quello che l’artista confeziona nel cono della spontaneità, ospite nella sede del “Tirreno” per presentare la tappa di Livorno del suo tour, in programma il 2 dicembre al Modigliani Forum.
Bomber con motivo floreale, t-shirt bianca, jeans e sneakers, il ragazzo prodigio che dodici anni fa è volato in vetta alle classifiche del Regno Unito con “Grace Kelly” e in Italia ci ha insegnato a riconoscere l’X-Factor, arriva in viale Alfieri dopo il bagno di folla in piazza Grande. Con lui il suo staff e il giovane chitarrista livornese – Francesco Chirico – che ha vinto il concorso lanciato su Facebook per suonare al fianco dell’artista. Ad aspettarlo televisioni, radio e anche l’assessore Andrea Raspanti che regala al cantante l’invito per la mostra delle opere di Modigliani ai Bottini dell’Olio che si terrà proprio nei giorni dell’esibizione.
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Il fuori programma arriva quando il direttore Fabrizio Brancoli consegna all’artista una prima pagina speciale. Sopra, a lettere cubitali, il titolo: «Mika direttore del Tirreno per un’ora». È l’inizio di un viaggio dentro ai meccanismi del giornale al quale il cantautore si presta con la testa e con il sorriso: «So good. Questa pagina – dice – me la voglio attaccare sul muro di casa». E ancora: «Ciao, buongiorno – prosegue al microfono – e soprattutto grazie per questo ambiente che rompe l’abitudine della promozione del disco». Dalla scelta delle notizie fino all’impaginazione. Passando per l’audioconferenza dove ogni giorno le varie redazioni sparse per la Toscana: Pisa, Viareggio, Lucca, Piombino, Grosseto e Massa comunicano con la sede centrale. È nella sala riunioni, trasferita per l’occasione nel salone al piano terra, che c’è il passaggio di consegne. Alle spalle dell’artista, seduto capotavola, la gigantografia con la copertina del nuovo album “My name is Michael Holbrook”, al suo fianco i responsabili dei vari settori del giornale e il pubblico.
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C’è da decidere il primo piano: gli argomenti che andranno nelle pagine due e tre dell’edizione del giorno successivo. «C’è la politica – spiega il caporedattore centrale Cristiano Meoni – con la Leopolda che comincia a Firenze, un’intervista a Zingaretti e la manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni a Roma». Poi c’è «la prima donna che potrebbe mettere piede sulla Luna ed è toscana», aggiunge la capocronista della Toscana Ilaria Bonuccelli. Infine lo sport con il problema delle frasi razziste sui campi. «Non voglio andare alla Leopolda – risponde Mika – voglio la Luna. L’altra notte ho visto sulla Bbc la foto di una astronauta con la tuta, il casco e si vedevano i lineamenti e i capelli lunghi. Mi piacerebbe vederla in pagina. E accanto il problema del razzismo nel calcio sopratutto per combattere il linguaggio omofobo e sessista che la Francia, ad esempio, non sta ostacolando».
Le pagine più importanti del giornale sono decise. C’è da scegliere su cosa puntare nella cultura tra l’ultima lezione del professor Alfonso Iacono sul mito della caverna di Platone e il viaggio al museo del Duomo di Pisa prima dell’apertura. «Il museo – taglia corto Mika – ci sarà anche domani, la storia di quest’uomo no». C’è tempo per parlare di sé e della scelta di andare in provincia ad esibirsi. «Ci sono città dove alcuni artisti non vanno. Più facile fare due date al forum di Assago, poi Torino e Bologna. Ma dopo tre anni di X-Factor e Casa Mika avevo voglia di lasciare i salotti. Il modo di fare spettacolo e musica è cambiato: se vuoi il contatto con la gente devi fare queste cose». Un attimo di pausa poi, l’ultima frase da direttore: «Chiudete presto e state dentro al budget». --
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Nonni e nipoti cantano insieme: l'abbraccio della città emoziona la star
di Gianni Tacchi
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Ci sono Chiara, Matilde, Silvia e Francesca, quattro ragazze di 18 anni che all'uscita da scuola non hanno perso un minuto e hanno iniziato a correre verso piazza Grande, nel centro di Livorno. C'è Vera, 81 anni, sulla sedia a rotelle dopo qualche problema di salute, in prima fila per l'idolo di tutta la famiglia: a metà show si prenderà anche un bacio da Mika. E poi ci sono decine di famiglie, di studenti, di giovani che hanno visto l'ultima Instagram Story dell'artista anglo-libanese con lo sfondo di piazza Grande («Livorno! Ci vediamo alle 13. 20! Non vedo l'ora di conoscervi») e hanno risposto all'appello, ma anche gente di passaggio che si ritrova a cantare "Grace Kelly" e "Tomorrow" sotto il Duomo.Un mini-concerto che coinvolge la piazza, che cattura adolescenti, genitori e nonni, che emoziona generazioni diverse. Un'esibizione a sorpresa per molti, anche se negli ultimi giorni lo stesso Mika aveva dato qualche indizio via social, proprio come fanno gli artisti nelle grandi città di tutto il mondo con video che poi mandano in tilt Facebook, Instagram e Twitter. Un antipasto dello show del 2 dicembre al Modigliani Forum, quando l'ex giudice di X Factor tornerà per il suo primo concerto a Livorno. Ma intanto eccolo in piazza Grande, con lo stesso sorriso e la stessa spontaneità che porta in tv, in mezzo a più di 300 fan e appassionati che saltano e ballano insieme a lui.
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L'ATTESA E LO SHOW. Tra i primi ad arrivare ci sono alcuni gruppi di ragazze: c'è chi ha portato una foto di lui e spera di strappare anche un autografo, chi ha il cappello con un cuore e la M di Mika, chi ascolta la sua musica da sempre e chi invece l'ha scoperto qualche anno dopo grazie a X Factor. A un certo punto ecco un ragazzo con una custodia per chitarra e tutti corrono verso di lui attraversando la strada: è il chitarrista livornese scelto da Mika per il live. Ci siamo. Il giovane tira fuori la chitarra, ragazzi e ragazze si mettono intorno a lui. Qualche riff, qualche melodia e in piazza Grande arrivano due auto con i vetri oscurati. «Eccolo!», grida qualcuno. Mika scende da una delle due auto e raggiunge Francesco, il chitarrista. «Noi non ci conosciamo, l'abbiamo scelto tramite uno schermo», ammette il cantautore e showman. Francesco è emozionato, si presenta, poi Mika parte con "Origin of love" e la piazza comincia a scaldarsi. "Stardust" scatena applausi: la sua voce è un incanto, il suo sorriso strega tutti. Mika gioca con una bambina, balla, si diverte tra livornesi di ogni età. E su "Tomorrow", il singolo appena uscito, cantano tutti.
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MAGIA IN PIAZZA. «Qui in mezzo a tutti mi manca solo il cappello per chiedere soldi», scherza Mika sentendosi un po' artista di strada. E in quel momento racconta anche un aneddoto sul suo passato: «Ricordo la prima volta che ho cantato per strada: andò malissimo! Occupai lo spazio di un altro, lui venne e mi diede un pugno in faccia. A quel punto scappai e andai da un'altra parte, il problema è che iniziò a piovere... Meglio oggi, nessun dubbio! ». E via con "Grace Kelly" hit del 2007 che portò Mika in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Video, foto, applausi: i fan ballano e cantano il ritornello a ripetizione, Mika sembra sentirsi a casa e non si tira indietro. «I could be brown, I could be blue, I could be violet sky» risuona in tutto il centro, mentre altri appassionati si fermano sotto il Duomo e si aggiungono alla festa. Alla fine Mika tira fuori lo smartphone, apre Instagram e un paio di stories in piazza scatenano le urla di tutti. «Ciao, siamo a Livorno - dice Mika ai suoi 1, 2 milioni di follower - dietro c'è il Duomo e di fronte a me ci sono tutti i miei nuovi amici. Fatevi sentire!». E nel video si vede Francesco, il chitarrista catapultato nel sogno di una vita, si vede Vera, la nonna di 81 anni sempre in prima fila, si vedono tutti i livornesi che Mika ritroverà a inizio dicembre al Modigliani Forum. «Ti prego, al concerto fai "Platform Ballerinas"!», grida una ragazza. Mika saluta, si tuffa nella sua giornata al "Tirreno" e non nasconde l'emozione. Proprio una figata. --
Noi come in un film: anche da Firenze per realizzare il nostro sogno
di Francesca Suggi
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Sono le "aMike". Arrivano da Firenze, da Pisa e ovviamente da Livorno. C'è chi piange dalla gioia: «Ho realizzato un sogno», esclama in lacrime Nora Cavallo. La maggior parte sono donne: alcune sulla cinquantina, tante sono giovani studentesse e alcune giovanissime. Ma c'è anche qualche fan al maschile. Il Tirreno per un giorno diventa il loro ombelico del mondo. E tutti ringraziano il giornale. Anche perché la quasi totalità del "pubblico" è formata da dipendenti del Tirreno (con figli), dell'agenzia pubblicitaria Manzoni più una rappresentanza di edicolanti.
Davanti ai loro occhi c'è Mika. Quel Michael Holbrook, star internazionale che per tanti non è solo un cantante, ma quasi una filosofia di vita. «Lo seguo dal 2014: grazie a lui sono riuscita a crearmi una seconda famiglia fatta di ragazze che come me seguono ogni sua uscita, ed infatti siamo qui al Tirreno che ringraziamo per l'opportunità», è quasi in prima fila Lucia Tonacci. Ha 21 anni, è arrivata col treno da Pisa insieme ad amiche provenienti da Viareggio e Firenze. Lei e Mika. Mika e lei che con la canzone Origin of love è entrata a pieni polmoni a respirare il mondo dell'artista di origini libanesi col passaporto Usa in tasca che ha incantato il mondo.
«Quello che vorrei imparare da lui è il segreto del suo sorriso. Qualsiasi problema possa capitargli o difficoltà da affrontare riesce sempre ad affrontarla col sorriso». Sarà per il suo falsetto accattivante, sicuramente per la faccia da bravo ragazzo e soprattutto per le sue battaglie contro i pregiudizi e le discriminazione di genere: Mika arriva al cuore. Sicuramente a quello di Nora Cavallo che da Firenze ha saltato 3 compiti al liceo che frequenta per esserci. Non riesce a smettere di piangere. «Per tre anni l'ho potuto solamente guardare attraverso il telefonino e adesso è qui davanti a me, che ci parla, che si racconta e che, per quanto mi riguarda, mi sta aiutando a superare alcune difficoltà della mia vita». Nora ha 14 anni. «Ho avuto un'infanzia triste: con lui sto riuscendo a guardare al futuro e alle difficoltà con più positività». Lei e Mika. Lui che, virtualmente, le insegna a guardare"diversamente" la sua vita. «Chiunque noi siamo, va bene lo stesso: questa sua frase me la sono stampata dentro, in qualunque modo io sono vado bene lo stesso».
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Mika contro l'omofobia e le discriminazioni: le battaglie sociali dell'artista di fama internazionale unisce generazioni. E porta mamme e figli a condividere lo stesso concerto, per esempio. È il caso di Elisabetta Morelli, 52 anni, e tanta voglia di andare a cantare al concerto che vedrà Mika protagonista a Livorno il 2 dicembre, al Modigliani forum.«Io sono qui perché seguo da tempo questo cantante - dice - che va ben oltre la musica: attraverso lo strumento delle canzoni e la sua popolarità riesce a portare nelle case praticamente di tutto il mondo messaggi sociali fondamentali come la lotta ai pregiudizi e alle discriminazioni in tutte le declinazioni». Morelli adora la sferzata di allegria che l'artista riesce a portare. Sul palco. In tv. Ovunque prenda un microfono in mano. Qualche anno in meno per Serena Corrotti Cassai che piomba a Livorno da Firenze perché il suo idolo è qui. «Mi sembra di essere dentro ad un film: se riesco voglio chiedergli che cosa resta dentro di lui quando vede noi fan, che cosa pensa di noi». Lei è una fan vera. Di quelle che domenica scorsa era all'evento "firmacopie" di Roma per presentare il nuovo album di inediti, My Name Is Micheal Holbrook.
Per Sara Del Fungo l'amore per Mika scatta con la sua partecipazione a X-Factor come giudice. Era il 2015. «È un artista bravissimo, mi piace il suo stile e soprattutto la sua umiltà: le grandi persone sono semplici e umili e lui rispecchia tutto questo». Mentre Del Fungo parla l'artista sta dicendo che nei prossimo giorni volerà in diversi parti del mondo. «Ecco, io vorrei chiedergli - riprende la fan - come è la sua giornata tipo: immagino che la musica sia sempre al centro delle sue giornate, ma vorrei sapere poi che cosa fa». Lei e Mika. Il filo che li unisce è l'apertura al mondo, la lotta quotidiana contro chi discrimina, contro quelle ferite che solo il pregiudizio riesce a imprimere così in profondità. Il brano "Hurts", fin dal significato del suo testo, racconta e descrive il "dolore" - non tanto fisico ma psicologico - legato alle caratteristiche più intime e personali dell'uomo.
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Con questo successo, Mika ha trattato un argomento importante che è il bullismo nelle sue più variegate forme. L'artista impegnato piace, e non poco, a Lorenzo Casalini, 18 anni, ballerino livornese: «Vorrei chiedere a Mika che cosa lo ha spinto a intraprendere questa carriera e come tutto è iniziato».«Mi piace tanto la sua voce: una canzone che mi ha molto colpito è quella che ha fatto con Fedez». A Sara Bruni, 14enne, studentessa al liceo Enriques piace "Beautiful disaster". E tanto. «Se potessi portarlo in giro con me a Livorno gli farei vedere la città da Montenero».
Tra il pubblico c'è anche il giovanissimo Federico Giachetti, 13 anni. Lui suona il violino. «Quando la mia mamma mi ha parlato di questo cantante ho subito cominciato ad ascoltarlo e mi piace: io suono il violino e non mi dispiacerebbe da grande riuscire a vivere di musica».Riuscire a vivere di musica, eh sì. È l'augurio che Alice Chirico, 16enne livornese, fa al fratello che è appena stato scelto da Mika come suo chitarrista. «Vorrei tanto sapere come ha fatto così giovane a fare così tanta carriera: spero che porti fortuna anche a mio fratello». Incrocia le dita anche Kamila Sula: lei ha 18 anni ed è la fidanzata di Francesco Chirico, scelto da Mika per fargli da chitarrista. «Sono orgogliosa di Francesco: Mika mi piace perché è semplice, diretto e cerca il contatto con i fan». --
L'importanza di farsi comprendere da tutti
di MIKA
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Quando studiavo riuscii a entrare in una scuola molto prestigiosa di Londra. Non perché avessi superato brillantemente gli esami, ma perché sapevo cantare e decisero di darmi una possibilità. In quella scuola incontrai una professoressa di letteratura inglese molto speciale. Lei proveniva da un sobborgo, un quartiere della City molto popolare e con tanti problemi sociali. Era entrata a insegnare in quella scuola grazie a una borsa di studio. Un giorno si presentò in classe e consegnò a ciascuno di noi una copia del Sun, il tabloid inglese più diffuso. «È importante studiare i grandi della letteratura inglese, da Shakespeare a Graham Greene. Ma bisogna anche confrontarsi con il registro giornalistico e con la lingua che la gente parla».
Il più presuntuoso dei miei compagni prese la parola e contestò la professoressa dicendo che secondo uno studio il linguaggio del Sun era poverissimo, paragonabile a quello usato da un bambino di 7 anni. Allora la professoressa sfidò gli studenti raccontando una storia e chiedendo loro di sintetizzarla usando le parole che avrebbe usato il Sun. Nessuno seppe farlo. Perché serve molta competenza anche per padroneggiare un linguaggio popolare, comprensibile a tutti, persino a un bambino di 7 anni.
Questa per me fu una grande lezione di umiltà che non ho mai dimenticato. A proposito: un anno dopo la professoressa lasciò quella scuola famosa per inseguire il suo sogno di fare la regista teatrale. Si chiama Lyndsey Turner ed è attualmente la più grande regista di teatro in Europa. --
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