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Il “Cherubini” restaura gli strumenti antichi
FIRENZE. Il Conservatorio Cherubini prosegue il suo cammino di rinnovamento intrapreso da alcuni anni. Così da un lato conferma la sinergia con i paralleli organismi di Lucca, Livorno e Siena, dall’altro rilancia la didattica includendo nell’offerta formativa percorsi per studenti con “disturbi specifici di apprendimento”. Allo stesso modo si impegna nella tutela e nel restauro di antichi strumenti e porta avanti le numerose collaborazioni con importanti istituzioni fiorentine al fine di valorizzare gli allievi nelle produzioni concertistiche.
Di particolare interesse risulta il progetto riguardante gli strumenti antichi di cui il Cherubini è custode, un patrimonio di enorme valore sia storico che sonoro. Il nucleo di partenza, ereditato da Ferdinando de’ Medici, custodito fin dal 1716 da Bartolomeo Cristofor, si è via via ampliato attraverso acquisti e donazioni fino ai giorni nostri, oggetto di un attento lavoro di restauro allo scopo di renderlo sempre più fruibile per studenti e docenti. Gli ultimi esempi sono il pianoforte “Simon” appartenuto a Teodulo Mabellini e l’imponente Boesendorfer gran coda discendente, che verrà ufficialmente inaugurato il 26 ottobre con un concerto di pagine beethoveniane. Fra le altre iniziative in programma si riconfermano i concerti cameristici del martedì pomeriggio in collaborazione con l’Istituto Francese mentre prosegue la rassegna “Il Cherubini a Casa Martelli”, che si svolge il primo giovedì di ogni mese, con programmi interamente dedicati alle sonate per pianoforte di Beethoven. — G.R.
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