Il Tirreno

La Toscana alla Festa del cinema schiera Michelangelo e Batistuta

Una scena del film su Michelangelo girata a Firenze davanti a Palazzo Vecchio
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Una scena del film su Michelangelo girata a Firenze davanti a Palazzo Vecchio

Attesa per il film di Konchalovsky sul Buonarroti girato anche alle cave di Carrara. Tra gli eventi speciali i docufilm su Carnevale di Viareggio, Batigol e Cecchi Gori

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ROMA. La Toscana si ritaglia uno spazio importante alla Festa del Cinema di Roma che si apre oggi all’auditorium del Parco della Musica e che si concluderà il 27 ottobre. La “preapertura” di ieri ha già dato un assaggio di Toscana, con il documentario “La giostra dei giganti”, di Jacopo Rondinelli, che racconta il mestiere dei carristi del Carnevale di Viareggio, uno dei più importanti carnevali d'Italia - e forse del mondo - per l'arte e la maestria nella realizzazione dei carri allegorici, famosi anche per la satira con la quale raccontano la politica e l'attualità.. C’è grande attesa per la proiezione, il 27 ottobre (ore 17) del film “Il Peccato”, del regista russo Andrei Konchalovsky. Girato in parte alle cave di marmo di Carrara (e in altre location toscane, tra cui Firenze, Bagno a Ripoli, Arezzo, Monte San Savino, Montepulciano, il castello Malaspina di Massa e il castello di Fosdinovo), sostenuto dal programma Sensi contemporanei Toscana per il Cinema, il film è ambientato nel 1512, quando Michelangelo ha appena terminato di dipingere la Cappella Sistina. L'improvvisa morte del Papa Giulio II (Giuliano Della Rovere), la conseguente influenza dei Medici in Vaticano e il conflitto tra due delle famiglie più potenti d’Italia, coinvolge anche l'artista, che riceve pressioni da entrambi i committenti. Il film è giocato anche su un registro onirico e restituisce allo spettatore i sentimenti di Michelangelo, le sue passioni e i suoi dissidi interiori. Protagonista del film, l'attore Alberto Testone, scelto dopo molti mesi di casting, per la ricerca di un volto che potesse avvicinarsi a quello del Buonarroti.

Altro evento speciale, un documentario che racconta una storia familiare, importante per Firenze e non solo: “Cecchi Gori. Una famiglia italiana”, di Simone Isola e Marco Spagnoli. È lo stesso produttore Vittorio Cecchi Gori a raccontarsi nel film, ripercorrendo la nascita e l’ascesa del più grande gruppo di produzione e distribuzione cinematografica che l’Italia abbia mai avuto. Ma oltre al business, nel film si parla della famiglia, di padri e figli, e di storie sentimentali.

E se Cecchi Gori fa parte della storia di Firenze per le sue imprese cinematografiche, ma anche per essere stato il patron della Fiorentina, un calciatore acquistato proprio da lui è altrettanto iconico per il capoluogo toscano: Gabriel Omar Batistuta. E proprio al giocatore argentino, che per molti anni ha indossato la maglia numero 9 della Fiorentina restando per sempre nel cuore dei tifosi viola è dedicato il documentario “El numero nueve – Gabriel Batistuta”, che sarà presentato come evento speciale nella sezione Panorama Italia, mercoledì 23 alle ore 21.30, preceduto da una proiezione al mattino riservata agli studenti delle scuole (ad entrambi gli appuntamenti sarà presente lo stesso Batistuta). Nel film il calciatore racconta in prima persona la sua carriera sportiva, dagli esordi fino ai successi internazionali, conducendo lo spettatore a scoprire i suoi ricordi e gli aneddoti più intimi e sconosciuti.

La sezione Panorama, di Alice nella Città, presenta gli ultimi lavori di due registi fiorentini: Duccio Chiarini (Short Skin), del quale sarà proiettato “Marco Polo”, la sua opera seconda; mentre Francesco Fei, dopo il successo del documentario “La regina di Casetta” (film sostenuto da Toscana Film Commission, che ha vinto all'edizione 59 del Festival dei Popoli, il premio come miglior film italiano) porta in anteprima il lungometraggio, “Mi chiedo quando ti mancherò”, che sarà proiettato il 22 ottobre, alle 18.30, alla Sala Alice Tim Vision.

Marco Polo è il nome di un noto istituto tecnico della periferia fiorentina, che ogni giorno accoglie 150 professori e 1600 studenti, che si rapportano sui programmi e nozioni da imparare, ma anche sul senso della formazione dei giovani alla cittadinanza e all'accoglienza.

La storia del film di Francesco Fei è invece quella di Amanda, diciassettenne con un passato difficile che, per affrontare le difficoltà del diventare grande, ha creato un’amica immaginaria, esuberante e spavalda, che le dà il coraggio di affrontare le sfide della vita.

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di Redazione web