Sicurezza
Derby Italia-Francia, si litiga per Leonardo L’ultimo scontro è per il disegno in prestito
Lo storico Montanari attacca duramente Franceschini e gli Uffizi. Schmidt replica: «E’ nel comitato e ha sempre taciuto»
La storia dei prestiti, o meglio degli scambi delle opere d'arte fra un museo e l'altro è lunga e travagliata. E piena di interrogativi. Si può privare, seppur per poco, il Prado delle Meninas o il Rijske della Ronda di notte? Il tesoro della tomba di Tutankhamon, una fantastica avventura arte/tempo, ha toccato Parigi e Londra prima di finire nel nuovo megamuseo egizio in costruzione alle porte del Cairo, da dove non si muoverà più. Poi succede che se di mezzo ci sono Italia e Francia gli animi si surriscaldano. La partita diventa un braccio di ferro. Come nello sport. Lo sa Paolo Conte che celebra Bartali sulle strade del Tour coi «francesi che s'incazzano». E lasciando da parte il pallone mondiale (fra rigori e testate), lo stesso accadeva anche negli ippodromi, quando Ribot conquistava l'Arc de Triomphe o Varenne trionfava all'Amerique. Ora nel nome di Leonardo, a battagliare sono il Louvre e gli Uffizi. La ricorrenza dei 500 anni della morte del Genio di Vinci impone di fare la voce grossa. Per cercare di essere i primi. Il Louvre arriva per ultimo ma prepara quella che può essere considerata, complice la Gioconda, la summa, il tassello definitivo di tutte le celebrazioni del fatidico anniversario che hanno costellato un po' ovunque, l'impalcatura culturale del 2019. E guarda naturalmente alla penisola. Lecito chiedere. Le trattative, ai massimi livelli, dove si infila come prestigiosa “merce di scambio”, Raffaello Sanzio, di cui nel 2020 cade anche per lui il cinquecentenario della morte, riguardano “L'annunciazione” di Leonardo degli Uffizi: la risposta è picche. Pare fatta per “L'uomo vitruviano” custodito alla Galleria dell'Accademia di Venezia, ma dopo un primo sì anche questo resta ai blocchi di partenza stoppato dal Tar dopo il ricorso presentato da Italia Nostra. Si converge su un altro disegno, il foglio noto come “Paesaggio 8P”, secondo il numero d’inventario, conservato agli Uffizi e ritenuto il primo disegno di Leonardo (di certo il primo datato di suo pugno: 4 agosto 1473), identificato quale veduta del Valdarno e della Valdinievole. L'8P prende la via di Parigi e scatta la polemica. «Come membro del Comitato scientifico degli Uffizi sono sconcertato dall'uscita dal territorio nazionale, avvenuta ieri, di un disegno di Leonardo a cui, in nessun caso, avrebbe dovuto essere rilasciata la licenza di temporanea esportazione». La denuncia all'Ansa è di Tomaso Montanari, secondo cui si tratta di un'opera «unica, il primo disegno di paesaggio della cultura artistica occidentale». Non solo. Montanari si spinge oltre e punta il dito contro il ministro Franceschini e il direttore Schmidt: «Il paradosso è che la direzione degli Uffizi riconosce questo disegno come “opera inamovibile” ma al contempo la movimentiamo» sottolineando la «forte quanto impropria pressione politica» nella quale si sarebbe trovato il direttore Eike Schmidt, che è stato riconfermato nel suo ruolo dal ministro Franceschini proprio «il giorno prima della partenza dell'opera» per la Francia. «Come cittadino, come professore ordinario di storia dell'arte nell'università pubblica e come membro del Comitato scientifico degli Uffizi – conclude Montanari - protesto vivamente contro questo abuso del potere politico e contro l'arrendevole cedevolezza di chi era chiamato a difendere il museo e la legge. Deciderà l'autorità giudiziaria».
La risposta di Schmidt non si è fatta attendere: «Sorprende che il professor Montanari adesso, tre settimane dopo la pubblicazione delle opere oggetto dell'accordo tra Italia e Francia, avvenuta pochi giorni prima dell'ultima seduta del Comitato scientifico, si renda conto che tra queste vi è anche il foglio 8P, al cui riguardo gli Uffizi hanno seguito pedissequamente l'iter amministrativo stabilito dalle norme, autorizzando il prestito anche sulla base del parere favorevole della Direzione Musei del Ministero». Schmidt ricorda anche «che quest'anno il Paesaggio 8P è già andato in esposizione a Vinci in una mostra inaugurata il 15 aprile dal presidente della Repubblica Mattarella».
« Certo - aggiunge Schmidt - il foglio è tra le opere più importanti del Gabinetto Disegni e Stampe, così come, a maggior ragione, lo è il gruppo scultoreo “L'incredulità di san Tommaso” del Verrocchio per il Museo di Orsanmichele: ma la partenza di quest'opera per la Francia, avvenuta circa 10 giorni fa nell'ambito del medesimo accordo, non ha destato indignazione alcuna nel professore. Una contraddizione curiosa come altrettanto curioso è il fatto che nelle ultime due riunioni del Comitato scientifico, organo consultivo del Museo di cui lui fa parte, avvenute il 23 luglio e il 26 settembre, si sia, su mio impulso, parlato soprattutto della politica di prestiti, ma Montanari non abbia mai sollevato alcuna questione in merito, né manifestato perplessità». La sfida si gioca in casa. Parigi, il Louvre, possono attendere.
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