Il Tirreno

Torna Don Zauker l’esorcista a fumetti che fustiga le religioni oppio dei popoli

guido Siliotto
Torna Don Zauker l’esorcista a fumetti che fustiga le religioni oppio dei popoli

Il personaggio ideato dalle matite livornesi di Pagani e Caluri arriva in libreria: si salvi chi non crede (e anche chi crede) 

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guido Siliotto

«Dio ti guarda, vestiti ammodino!». Campeggiava questa scritta su una celebre maglietta e, a pronunciarla Don Zauker, il personaggio ideato da Emiliano Pagani e Daniele Caluri. Ora nelle librerie c'è “Ego te dissolvo”: il temibile esorcista è arruolato per difendere le radici cristiane contro l'integralismo islamico e sarà capace di dare il peggio di sé anche in questa folle crociata, con esiti pirotecnici. Il libro (presentato oggi alla Feltrinelli di Firenze e domani a quella di Livorno) segna l'approdo del duo livornese a Feltrinelli Comics, dopo anni di Vernacoliere e autoproduzione.

«L'indipendenza è stata a lungo una nostra scelta un impegno duro e sfiancante, che però ci ha permesso di crescere, migliorarci e acquisire sicurezza dei nostri mezzi. Del resto, la libertà comporta molte responsabilità, se si vogliono fare le cose come si deve».

Perchè cambiare, allora? «Stava diventando difficile gestire tutto da soli, sono mutati il mercato, le modalità di fruizione e il pubblico di riferimento. E poi ritenevamo che il nostro personaggio meritasse un grande palcoscenico come solo Feltrinelli può offrire». Com'è andata?

«Ci siamo sentiti a casa nostra e non c'è stato problema di censure o cose del genere. D'altronde, il curatore della linea Comics, Tito Faraci, ci conosce da anni e sa che lasciarci massima libertà di espressione è la conditio sine qua non per collaborare con noi. Possiamo sembrare due allegroni, in realtà prendiamo molto sul serio il nostro lavoro: siamo maniacali nella cura di tutto quanto ci riguarda. Siamo fumettisti atipici, in questo senso».

Don Zauker da sempre affronta in modo dissacrante un tema ostico come quello della religione. Semplificando, l'assunto di “Ego te dissolvo” è che tutte le religioni, in fondo, sono uguali?

«Sì, più o meno, anche se messa così fa un po' qualunquista. Il fatto è che Don Zauker non ha mai preteso di essere un fumetto contro la religione, casomai a favore dello spirito critico, della ragione, di tutto ciò che possa permettere l'emancipazione dalla superstizione e dal pensiero magico. Noi parliamo, in quanto italiani, della religione cattolica, ma vale lo stesso discorso per tutte le altre religioni che hanno la pretesa di governare le vite anche di chi non crede».

Siete nel fumetto da una vita e avete assistito all'esplosione del fenomeno graphic novel, un po’ una moda del momento. Che ne pensate?

«Non è una moda del momento: i cosiddetti graphic novel sono sempre esistiti, solo che prima si chiamavano fumetti. Con la chiusura delle edicole, gli editori si stanno spostando verso le librerie e qui il pubblico va conquistato in modo diverso. Così qualcuno ha pensato all'uso ridicolo del termine “graphic novel”». Una provocazione: non è che negli ultimi anni la “scuola pisana” ha partorito più talenti di quella livornese?

«Ah, boh? Non ci siamo mai messi a fare il conto, anche perché, a dispetto della tradizione, fra autori delle due città ci si vuol bene. Comunque, qui a Livorno, siamo una decina, non so quanti ne abbiano in più, loro. E poi hanno anche perso Gipi, il pezzo da novanta, che ormai è romano acquisito: non dice nemmeno più gaò, bah, mih, ma solo daje, stacce e... 'sticazzi». —

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di Redazione web