Il Tirreno

Turismo: strade per sognare  

Da Leonardo a Cosimo, la via Medicea in quattro tappe nel cuore della Toscana

Alessandro Formichella
Da Leonardo a Cosimo, la via Medicea in quattro tappe nel cuore della Toscana

Il primo gruppo “taglia il nastro” del nuovo percorso tra arte, storia, natura, buon cibo e tradizione

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Le due rive opposte dell’Arno, quelle del pratese e dell’empolese passando per i vigneti di sangiovese e di cabernet, si congiungono oltre i ponti di ferro e di calce. Il percorso de La Via Medicea, così è stata intitolata, è stata inaugurata ieri con i primi trentacinque turisti di trekking, di cui un primo gruppo è partito da Vinci per scollinare il Monte Pinone e arrivare a Bacchereto, frazione di quello che è il Comune con la Docg vinicola più longeva e più piccola d’Italia, Carmignano.

Un altro gruppo è invece partito da Verghereto per giungere sempre a Bacchereto, passando per colli e monti cari a Leonardo da Vinci. Appuntamento per i due gruppi nella piccola frazione collinare, nota fra il Medioevo basso e il Rinascimento per le sue fornaci e maioliche di cui molte rinvenute anche nel Palazzo Medici Riccardi di Firenze. Un nuovo percorso per amanti della camminata e della bici che dalle Cascine di Tavola, a Prato,si snoda verso Poggio a Caiano, attraverso il nuovo ponte Leopoldo II, per poi salire lungo il Bargo reale e arrivare a Carmignano e di qui poi a Vinci e ancora a Cerreto Guidi e infine a Fucecchio.

Un cammino di quasi 80 chilometri fra sali e scendi e viste mozzafiato, fra il parco-fattoria mediceo di Tavola, la Villa medicea di Giuliano da Sangallo a Poggio a Caiano, quella di Bernardo Buontalenti a Artimino, quella costruita da Cosimo I a Cerreto Guidi, probabile opera anch’essa del Buontalenti, e infine la discesa a Fucecchio, dove nel 1530, al ritorno dei Medici a Firenze, prima con Alessandro de’ Medici e poi sempre con Cosimo I, i Duchi fiorentini ripresero possesso del Lago Nuovo, più conosciuto come il padule.

Ed è proprio a Fucecchio che la Via Medicea si incontra e diventa tutt’uno con la via Francigena. Il nuovo leit motiv di questo percorso è lo sviluppo del cosiddetto “turismo slow”, o emozionale. La scelta di togliersi dalla frenesia delle capitali turistiche e godersi forme alternative di soggiorno e conoscenza di questa parte della Toscana che è stata terra dei Medici e di Leonardo. Un altro modo di fare turismo: lento, riflessivo, appassionato di arte e di natura, amante del buon vino (basti pensare alla docg del Carmignano), dell’olio toscano verde appena franto e della “sbriciolona” e magari dei fegatelli cotti a legna o dei fichi secchi. Enogastronomia, piatto forte è il caso di dire della proposta che si associa alla bellezza naturalistica e artistica di queste due rive dell’Arno, storicamente legate dalla simile industriosità e operosità, punto centrale per attrarre nuove forme di turismo.

Ma un’occasione importante non solo per i turisti stranieri o italiani, ma anche per i residenti dei cinque comuni coinvolti nel percorso (Prato, Poggio a Caiano, Carmignano, Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio) di fare “una sciacquata dei panni in Arno”, parafrasando il Manzoni, e di conoscere e vivere il proprio territorio con un cammino lento e appetente. Il progetto della Via Medicea ha visto capofila il Comune di Prato, con il proprio ufficio di promozione turistica e l'assessorato competente, assieme agli altri quattro comuni del pratese e del medio valdarno empolese, compresa la Regione Toscana che ha cofinanziato il tutto con circa 75.000 euro.

Tecnicamente, il percorso si rifà ai sentieri già disegnati del Cai e non si aggiunge niente se non che oltre a camminatori trekking e appassionati di mountain bike, la Via Medicea potrebbe diventare anche una ippovia, coinvolgendo il turismo equestre. E non solo i Medici potrebbero essere l'attrazione, ma anche tutti gli scavi etruschi e la vista sull'Arno dalla necropoli di Prato Rosello a Artimino. Per capire proprio da lì, come Leonardo da Vinci stesse pensando di deviare il fiume. —
 

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