In deposito dal 1925, si rivede a Roma la Gioconda Torlonia
Il quadro restaurato è fra i pezzi forti della mostra su Leonardo e la capitale
la mostra
Fa un certo effetto trovarsi faccia a faccia col sorriso enigmatico di Monna Lisa: sebbene non sia il celeberrimo e inamovibile capolavoro custodito al Louvre, la Gioconda Torlonia, uno dei pezzi forti esposti nella mostra “Leonardo a Roma. Influenze ed eredità” in programma fino al 12 gennaio a Villa Farnesina, farà senz’altro discutere.
Esposta dopo un oblio durato anni (di proprietà delle Gallerie nazionali di arte antica, era in deposito dal 1925 alla Camera dei Deputati), in seguito al restauro a cui è stata sottoposta la tela sembrerebbe infatti essere stata realizzata, contrariamente a quanto si pensava, proprio nella bottega di Leonardo, addirittura con un possibile intervento dello stesso maestro. È l’ipotesi sollevata da Roberto Antonelli e Antonio Forcellino, curatori della mostra organizzata dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Primoli e dedicata all’approfondimento degli anni in cui l’artista vinciano soggiornò a Roma, in Vaticano tra il 1513 e il 1516.
Nella mostra sono presenti altri lavori restaurati per l’occasione: oltre alla Gioconda Torlonia, anche il San Giovanni Battista (Bottega di Leonardo; Galleria Borghese), La Gioconda Nuda (su cartone di Leonardo; Fondazione Primoli) e il Salvator Mundi della Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli, realizzato probabilmente a Roma e nella Bottega di Leonardo (forse anche qui si può supporre un intervento del maestro nei capelli).
Nel percorso espositivo, nel quale emergono le suggestioni tra le opere presentate e i gioielli artistici della Villa Farnesina, diversi sono i temi che vengono affrontati: non solo la relazione tra Leonardo e Raffaello e l’influenza che in entrambi ebbero i modelli antichi, ma anche l’analisi dei disegni (due i disegni autografi esposti, L’angelo incarnato e Studio di panneggio per una figura inginocchiata), l’attività della bottega e la diffusione dei temi leonardeschi.
Alla mostra si accompagnano altre 4 esposizioni, allestite nello stesso periodo, a costruire un approfondimento a 360° sulla figura del grande artista: al primo piano di Villa Farnesina “Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale dei Lincei” (con i fogli più rappresentativi dell’edizione in facsimile del Codice Atlantico promossa dall’Accademia), nella Palazzina Auditorio la riproduzione della “Bottega di Leonardo” (della quale sono ricostruite le dimensioni e gli arredi) e l’affascinante “Leonardo, una mostra impossibile” di Renato Parascandolo che presenta l’intera produzione pittorica di Leonardo ad alta definizione e a grandezza naturale. —
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