Il Tirreno

la “tirrenica su due ruote” 

Dalla Francia a Roma in bicicletta E la Toscana è il cuore della ciclovia

Nicolò Cecioni

Presentato il progetto della maxi-pista: oltre mille chilometri di percorso, 387 nella nostra regione

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Gli antichi romani costruirono la via Aurelia, una strada costiera che collegava il Colosseo alle terre francesi. Oggi quel progetto tornerà in vita grazie a una maxi pista ciclabile che partirà da Roma e arriverà fino a Ventimiglia. Gli oltre mille chilometri di strada per le due ruote, 387 nel solo tratto toscano, e l'investimento da 217milioni di euro (100 solo in Toscana) sono stati presentati ieri mattina a Livorno da Vincenzo Ceccarelli, assessore alle infrastrutture della Regione, e da tutte le autorità competenti sul territorio che ospiterà la ciclovia. Liguria e Lazio compresi. «La bicicletta – ha spiegato l'assessore – è e dev'essere parte integrante della nostra vita. La Toscana in questi anni ha dirottato oltre 60milioni del proprio bilancio per la realizzazione di ciclopiste e ciclovie. E questo non solo perché le due ruote sono più salutari rispetto alla macchina, ma anche perché il cicloturismo è in grande crescita ed è aumentato del 41%».

Il protocollo d'intesa tra Toscana, Lazio e Liguria è stato firmato nel 2017 e la Ciclovia Tirrenica è stata inserita nel Def del Governo tra le ciclovie di interesse nazionale da finanziare con risorse ministeriali già programmate. La Toscana è stata individuata come capofila del progetto. L’itinerario ha un costo stimato di circa 217 milioni di euro (progettazione e realizzazione), dei quali 16 per i primi lotti che verranno realizzati entro il 2022. «Abbiamo individuato 5 tracciati strutturali che attraversano la regione – ha proseguito l'assessore – due di questi sono già in fase avanzata. Uno è la Ciclopista dell'Arno, con i suoi 400 km di pista già finanziati, il 55% già percorribili e gli altri in fase di realizzazione. L'altra è proprio la Ciclopista Tirrenica. Il progetto è nato nel 2015 come tracciato toscano che doveva arrivare a Bocca di Magra a Capalbio. In seguito, dopo un accordo con il Lazio, la Liguria e il Mit, il progetto è diventato di interesse nazionale e adesso sono arrivati i primi finanziamenti».

E così, grazie al coinvolgimento di tutti gli enti del territorio, sono partiti i primi interventi. «In Versilia, nel comune di Montignoso, abbiamo riconnesso dei tratti che già esistevano per mettere in rete alcune zone. In Maremma abbiamo svolto lavori importanti sia a Orbetello che in provincia di Grosseto, con il ponte sull'Ombrone che adesso collega le due sponde senza difficoltà. A Pisa abbiamo ricevuto finanziamenti per opere in fase di realizzazione e appalto e a Livorno con 3 milioni di euro realizzeremo una pista che andrà dal Calambrone al Maroccone».

L'assessore ha infine ricordato che «la ciclovia Tirrenica è stata inserita tra le 10 ciclovie turistiche di valore nazionale ed avrà finanziamenti dal Mit dal 2019 fino al 2023 per la sua progettazione e realizzazione. Grazie ad un protocollo siglato ad aprile con il Ministero la Toscana sarà capofila dell'intero progetto e avremo 16 milioni di fondi per finanziare lo studio di fattibilità tecnico-economica ed i primi lotti funzionali».

Lo studio di fattibilità tecnica ed economica per tutto il progetto si concluderà entro giugno 2020 e verrà finanziato dal Mit per un milione e 250mila euro. I lavori per i primi lotti che riguardano la nostra regione, invece, partiranno a marzo 2021 e si concluderanno entro la metà del 2022. La ciclovia sarà interamente percorribile nel 2025. «Questa ciclovia – ha aggiunto il dirigente regionale Riccardo Buffoni – consentirà ai toscani e ai tanti turisti di raggiungere tutte le infrastrutture e le strade presenti in regione. Abbiamo creato un ulteriore collegamento alla rete dei trasporti toscani, con un investimento che nel rapporto costi/benefici è uno tra i più vantaggiosi del settore della mobilità. E per questo la Toscana ha già tantissime piste ciclabili: oltre 80 chilometri della futura ciclovia sono già esistenti, ma serviranno grandi interventi per unire tutti i vari tratti. Le operazioni più intense riguarderanno Livorno e Castiglion della Pescaia, dove attraverso lo splendido promontorio delle Rocchette, nascerà un'unica lunghissima pista ciclabile che unirà il territorio del comune di Grosseto fino a quello del comune di Scarlino. Ma anche in Versilia e in Maremma consentiremo ai ciclisti di raggiungere in sicurezza territori che al momento sono separati e possono essere raggiunti solo con mezzi a motore».

Particolarmente soddisfatti anche tutti i rappresentanti del mondo del turismo e delle imprese. «Noi ci siamo - ha spiegato Riccardo Breda, il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno - e siamo pronti ad accogliere i cicloturisti nelle nostre strutture. Questo è un settore che ha delle ricadute enormi sul territorio, ma bisogna essere attrezzati per soddisfare le richieste». Sulla stessa linea d'onda anche il direttore dell'agenzia regionale per il turismo, Francesco Palumbo. «Dobbiamo considerare la Toscana come un'unica grande destinazione turistica, fatta da 132 comuni uniti da una rete di strade, ferrovie e ciclovie. Le infrastrutture sono importanti, ma lo sono ancor di più le piste ciclabili che consentono di vivere a pieno il territorio, gustandoselo in maniera sostenibile e, soprattutto, lenta. Questo genera una destagionalizzazione del turismo e un conseguente ampliamento delle offerte e delle possibilità. Oggi i settori del Bike e dell'e-Bike sono in crescita e sono accessibili a tutti, per questo sono necessari percorsi facili e accessibili a tutti. Questo concetto, fortunatamente, viene condiviso anche dal Tirreno e dal suo direttore Fabrizio Brancoli che ha seguito da vicino la manifestazione “Un'altra estate” e che di recente ha scritto un editoriale proprio sulla mobilità sostenibile e sulle politiche che servono per metterla in atto». A proposito di Tirreno, uno dei coordinatori del dibattito è stato il capocronista di Livorno Alessandro Guarducci. «La ciclovia prende il nome dal nostro mare - ha detto - e perché no, anche dal nostro giornale, che è principalmente diffuso lungo tutta la costa toscana e segue perciò con particolare interesse e attenzione questo progetto». —

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