Il Tirreno

da lunedÌ al cinema 

Roger Waters militante del rock fra nostalgia, politica e protesta

Luca Trambusti
Roger Waters militante del rock fra nostalgia, politica e protesta

Il lungo e fortunato tour di “Us+Them” diventa un film che vuole rafforzare l’impegno dell’ex Pink Floyd contro guerre, razzismo, omofobia, inquinamento...

2 MINUTI DI LETTURA







“Us + Them”, il film concerto di Roger Waters, era stato presentato all’ultimo Festival del cinema di Venezia con tanto di polemica tra il musicista e Matteo Salvini. Da lunedì a mercoledì prossimi il film sarà nelle sale. La pellicola ricalca il concerto dell’ultima tournée dell’ex Pink Floyd, con concerti di grande successo di pubblico e critica.

Partendo nel maggio 2017 da Kansas City per concludersi con l’ultimo concerto, a dicembre del 2018 a Monterrey, in Messico, Waters ha suonato 156 show davanti a 2,3 milioni di persone. “Roger Waters – Us+Them” è un film (ma prima ancora un concerto) dalle molteplici valenze. Lo spettacolo si divide in tre parti: la prima più “storico musicale”, con hit estratte dai capolavoro della band inglese (Meddle, The dark side of the moon, I wish you were here, Animals e The Wall). In questa emozionate sezione colpiscono le versioni e l’immortalità di questi brani che restano senza tempo. La seconda sezione è invece quella più intima, delicata, con una propensione melodica a cui segue la terza e più sostanziale; quella più propriamente “politica” che mostra un Waters di lotta. Questa tendenza percorre un po’ tutto il concerto con eloquenti immagini, che “parlano” ben oltre le parole. Ma nell’ultima parte, che vive molto sulla produzione solista del bassista, l’attacco è frontale, diretto: “I maiali governano il mondo. ’Fanc... ai maiali” dicono i cartelli che il musicista mostra mentre sugli schermi scorrono tra guerre e violenze, immagini dei potenti della terra e dei politici (Berlusconi, Gentiloni e Salvini per l’Italia) o le frasi choc di Trump. È un’invettiva contro la guerra, a favore delle resistenze (in particolar modo quella palestinese), contro l’omofobia e il razzismo, gli squilibri del mondo, il dramma delle migrazioni con le sue drammatiche traversate marittime. Tutto questo può sembrare retorico, ma il modo in cui Waters li veicola, usando la musica, le immagini e il suo carisma li rende messaggi importanti, destinati a una presa di coscienza degli ascoltatori di una platea mondiale.

Quello che colpisce è che nelle riprese del pubblico appaiono moltissimi giovani, forse i più coinvolti in questa sensazione di aver raggiunto un limite. I temi Waters li declina con rabbia, non con il cosiddetto “buonismo”, il suo è un approccio molto rock’n’roll e giovane. “Roger Waters – Us+Them” è un film che colpisce, non lascia indifferenti, una perfetta sintesi tra musica, immagine, temi e tecnica che nel suo genere lo rende un capolavoro da non perdere.

Nella versione cinematografica il focus si concentra ancor più sull’aspetto politico del progetto e sul messaggio della fratellanza. Ed a tratti sembra veramente di essere sul lato oscuro della luna. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore