Gioco
Il fiammingo Campin in dialogo con l’Angelico al Museo di San Marco
In esposizione fino a gennaio la splendida “Annunciazione” del Maestro di Flemalle arrivata in prestito dal Prado
Un circuito virtuoso passa fra il madrileno museo del Prado e il fiorentino museo di San Marco. Complici le rispettive ricorrenze, i 200 anni dalla fondazione per il Prado e 150 per San Marco, un reciproco scambio di pezzi preziosi ha caratterizzato i due anniversari. Alcune opere di Angelico e Masaccio sono partite per Madrid a rimpolpare la mostra “Fra Angelico and the rise of the Florentine Renaissance”, inaugurata il 28 maggio scorso; dal Prado è arrivata, in via del tutto eccezionale stante la decisione del museo di sospendere i prestiti per quest’anno “L’Annunciazione” di Robert Campin (noto come “Maestro di Flemalle”), fra i principali esponenti della pittura fiamminga.
Superfluo dire che l’opera di Campin verrà messa a confronto con le tavole dell’Angelico. Il quadro infatti è stata posto accanto al tabernacolo con la “Annunciazione e Adorazione dei Magi” proveniente dalla basilica di Santa Maria Novella, proprio per creare un dialogo tra due mondi diversi ma dagli esiti straordinari. «È un’occasione unica – sottolinea la curatrice Marilena Tamassia – per vedere affiancate queste due diverse rappresentazioni del tema dell’Annunciazione. Il Rinascimento fiorentino declinato dal Beato Angelico esprime l’interesse per lo spazio scalato in profondità, dipinto con colori luminosi e celestiali; la cultura fiamminga di Robert Campin esprime una narrazione analitica, meticolosa, attenta ai dettagli e resa brillante dai colori della pittura a olio. Due visioni dell’arte che si completano nel comune amore per la pittura». Coeva è la loro datazione: intorno al 1425 il tabernacolo dell’Angelico, tra il 1425 e il 1430 il dipinto di Campin. Entrambi hanno aperto la strada a nuovi linguaggi figurativi, che si distaccavano dal mondo tardogotico ancora fiorente.
Le iniziative per i 150 anni del Museo di San Marco proseguiranno con la ricollocazione, e la presentazione del restauro, di due opere dell’Angelico: il 5 ottobre il “Giudizio Universale” e dieci giorni dopo la “Pala di San Marco”. Infine alcune celle del museo ospiteranno un’inedita installazione di arte contemporanea.
Il dipinto di Campin resterà esposto fino al 6 gennaio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
