Il Tirreno

Un'ondata di risate con "Il senso del ridicolo:" ecco tutto il festival data per data

Un'ondata di risate con "Il senso del ridicolo:" ecco tutto il festival data per data

Livorno capitale dell'umorismo dal 27 al 29 settembre. La grande kermesse è firmata da Stefano Bartezzaghi: tantissimi gli appuntamenti in programma

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LIVORNO. Il festival dell’umorismo non ha scelto Livorno solo come location: se ne ciba, ne trae ispirazione. Basti dire che nelle precedenti edizioni i riflettori si sono spesso posati su “quelle facce un po’ così, quell’espressione un po’ così” fra il dé, l’infradito e il ponce, fra l’Ovosodo e il West. Del resto, non è forse qui la patria del Vernacoliere firmato da Mario Cardinali o della burla delle false teste di Modigliani realizzate con il Black & Decker? In realtà, non c’è solo quello: lo racconta il Museo della Città ai Bottini dell’Olio, proprio nel campo base del festival, che c’è una storia di fogli estivi fatti di gossip, storie buffe e caricature che spopolava negli stabilimenti balneari di tanti anni fa, senza contare l’estro ottocentesco di quel Pietro Coccoluto Ferrigni che per molti livornesi è tutt’al più una via mentre in realtà era una giornalista con una vena di ironia surreale in anticipo sui tempi, più di un secolo fa…. Nelle scorse edizioni sul palcoscenico erano saliti lo scrittore-musicista Simone Lenzi e la giornalista Concita De Gregorio (per raccontare la livornesità vista con gli occhi di chi ha lasciato la città e sembra sempre in esilio) ma anche Mario Cardinali in un ping pong con Bruno Gambarotta sull’asse Livorno-Asti o il giornalista Gianni Farneti per rievocare la beffa di Modì.

C’è stato anche Matteo Caccia: non solo voce radiofonica ma anche gran talento nel gettare lo scandaglio in mezzo all’arcipelago delle storie scovate nelle pieghe delle esistenze altrui perché, come spiegano gli organizzatori, «le storie raccontano meglio di ogni spiegazione, dicono chi siamo senza indicare». Se l’anno scorso era stato lui ad aggregare un campionario di tasselli del puzzle dell’esser livornesi, adesso fa ancora un passo in avanti: domenica ore 18,45, piazza del Luogo Pio) rende direttamente protagonisti un gruppo di livornesi in questa caccia all’aneddoto che squaderna una vita.

Ma l’arte – anzi, la “maledizione” – di esser livornesi tiene banco soprattutto nell’incontro che vede a tu per tu l’inviata tv Eva Giovannini e lo chansonnier-scrittore Bobo Rondelli. In extremis, a calendari ufficiali ormai già diffusi, è giunto l’annuncio a sorpresa dell’arrivo di un terzo spiritaccio labronico all’appuntamento di sabato, ore 12,30, in piazza del Luogo Pio: è il regista Paolo Virzì, che ha fatto della “sua” Livorno la protagonista reale in pellicole come “Ovosodo” o “La prima cosa bella”.

Non è tutto. Ritroviamo l’impronta di Livorno anche nella mostra del grande fotografo George Tatge che terrà banco al Museo della Città: l’hanno chiamata “Luci di Livorno” e fa riferimento all’atmosfera metafisica della luce che l’artista ha trovato nella nostra città. È una sottolineatura spesa anche per un paio di film anni sessanta: due fra gli oltre cento che il videomaker Marco Sisi ha censito con location labroniche.

  • “Maledetti livornesi”: Bobo Relli, Eva Giovannini e Paolo Virzì sabato ore 12,30 piazza Luogo Pio. “E non dite che non sono di Livorno”: Matteo Caccia domenica ore 18,45

Figure, figurine e figurette il galateo in rosa al tempo dei social

Sul filo invisibile fra figura (bella) e figurina (fasulla): è qui che si muovono Maria Cassi e Irene Soave, donna di palcoscenico l’una e di carta stampata l’altra, entrambe con un talento agrodolce nel disegnare l’identikit ironico del “galateo” ad uso delle casalinghe disperate di oggi. Appuntamento in tandem sabato pomeriggio alle ore 18,30 sotto il tendone di piazza del Luogo Pio per una conversazione del titolo “Belle figure e rare figurine”: sarà l’occasione per smascherare uno zibaldone di paradossi senza attenuanti.

All’ombra del Cupolone anatomia (dissacrante) del Potere e del parlare

Doppio round sabato pomeriggio ai Bottini dell’Olio: come tutti gli anni, ecco i due eventi in accoppiata (con biglietto unificato a 5 euro anziché i tre consueti): alle 15 è di scena Pilar Fogliati, alle 16 tocca a Filippo Ceccarelli. L’una è un volto di serie tv (ma è anche una voce radiofonica che gioca sulle cadenze delle varie zone di Roma), l’altro è una firma di punta di Repubblica che giostra nell’arena politica con un gran talento nel raccontare in modo tagliente le mille facce del Palazzo. Al centro dell’attenzione c’è Roma: e se Pilar Fogliati ne racconta le declinazioni zigzagando fra i modi di dire (“Pilar, paria e parioline” è il titolo del suo caleidoscopio di personaggi femminili dei differenti quartieri della Capitale), Filippo Ceccarelli avrà invece il compito di portarci a spasso sulle orme di un poeta di ieri – così romano e così dissacrante come Gioacchino Belli – per capire le tentazioni del Potere di oggi (non a caso “Je casca a un omo ’na corona in testa?” è il titolo della sua conversazione).

Ma che strani oggetti: erano nati seri e sono diventati ridicoli

Di mestiere fa la studiosa di design, e già questo è interessante: soprattutto se si coniuga la capacità analitica con un certo disincanto e un filo di divertito distacco. La cosa si fa ancor più interessante se fate caso al fatto che la prof in questione (Politecnico di Milano e Triennale Design) ha un cognome illustre: Chiara Alessi viene da una famiglia che ha fatto la storia quotidiana di molte case grazie ai loro oggetti industriali entrati nelle nostre vite. Talvolta decisamente fuori dal consueto, non senza strizzare l’occhio a aspetti giocosi o anche apertamente buffi: il campione di questa serie è lo scopino da bagno, diventato oggetto cult come “merdolino”.
Sabato alle 10 ai Bottini dell’Olio è in agenda “Cose da ridere”. Chiara Alessi ci mostrerà oggetti “nati seri e divenuti ridicoli” come, al contrario, “oggetti nati ridicoli e divenuti seri”.

Stregati dalle donne sulla cima del Campanile

L’attrice Anna Bonaiuto ci porta a spasso, nel dialogo con Stefano Bartezzaghi, all’interno del mondo dei personaggi scombiccherati di Achille Campanile, sulle tracce della comicità che fu: lei donna alle prese con la realtà capovolta, paradossale (e assai poco femminista) disegnata dell’umorista romano.

“La moglie di Socrate, la guercia del Tasso e altre donne sotto il tallone d’Achille (Campanile)”: Anna Bonaiuto con Stefano Bartezzaghi venerdì ore 21, piazza del Luogo Pio

Attenzione a quella beffa chiamata desiderio

Torna la “lectio magistralis” in avvio di festival: dopo un latinista (Maurizio Bettini) e un filosofo (Maurizio Ferraris), tocca a uno psicanalista (Massimo Recalcati). Se di recente si è occupato di amore, ecco che a Livorno alza il velo sul desiderio. Ma con un sospetto: che sia il colpevole delle nostri guai un po’ buffi un po’ no.

  • “Il desiderio ci prende il giro? Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano”: Massimo Recalcati, venerdì ore 17,30 in piazza del Luogo Pio (ingresso gratis)

Stravaganze addosso: la moda fra genio e corbellerie pop

Il paradosso della moda: il desiderio di essere unici e, proprio perché di moda, la trasformazione in fenomeno collettivo. Dagli stilisti cortigiani di Maria Antonietta agli stilisti della corte delle pop star come Lady Gaga: Sofia Gnoli, curatrice di mostre, ci racconta su e giù per i secoli il genio e le bizzarrie spacciate per estro.

  • “Stravaganze di moda. Da Maria Antonietta a Lady Gaga”: Sofia Gnoli domenica mattina ore 10 Bottini dell’Olio

L'Orlando? Mai stato furioso, mille anime sul palcoscenico

Il nome di Silvio Orlando compare fra i protagonisti di una sfilza di film: dietro la macchina da presa un’altrettanto lunga lista di registi: tutti all’insegna del cinema made in Italy (come Nanni Moretti, Paolo Sorrentino e Mimmo Calopresti, come Daniele Luchetti, Pupi Avati e Paolo Virzì, come Michele Placido, Gabriele Sakvatores e Carlo Mazzacurati, solo per citarne alcuni), a quanto risulta l’unica eccezione è una pellicola di quasi vent’anni fa (“Il bacio dell’orso” diretta dal cineasta russo Sergej Bodrov). Un filo rosso li lega tutti ma il ventaglio dei ruoli di Orlando è sterminato: può essere il pasticciere trotzkista nel musical o l’allenatore di pallanuoto nei film di Moretti come il cardinale machiavellico peggio di di un Rasputin per il papa “young” di Sorrentino.
Non fatevi trarre in inganno dal fatto che non trovate in lista i registi comici: dietro questa faccia napoletana quant’altre mai, sempre mutevole e sempre la stessa, classe ’57, c’è un’altra “maschera” dell’eterna commedia del nostro Paese. Il filo rosso in realtà è proprio questo, ed è quel che Orlando ricorderà sulla scena del festival. Non è strano dunque che gli organizzatori siano andati a pescare nel più noto dei versi di Giacomo Leopardi il titolo di quest’appuntamento: l’evento-clou di quest’anno, visto che siamo sotto il magnifico tetto vetrato del Goldoni.

  • “Silvio, rimembri ancora”: di scena Silvio Orlando, teatro Goldoni (piazzetta Goldoni) sabato sera ore 21

Celestini, quante storie dentro le barzellette

Lui, Celestini Ascanio da Casal Morena, professione attore, regista, drammaturgo, ce la mette tutta per non essere un “mostro sacro” della nuova scena di narrazione eppure lo è: doppio premio Ubu, insomma gli Oscar del teatro, per dirne una. Scenografia spoglia e arte del narrare: se lo troviamo al “Senso del ridicolo” (domenica ore 11,30, piazza del Luogo Pio) è proprio per la capacità di narrare storie. Anzi, le “storielle”: stavolta quelle nascoste nelle barzellette.

Primo Levi, l’altro volto dello scrittore del lager

Primo Levi è uno straordinario scrittore: ma da “Se questo è un uomo” a “I sommersi e i salvati” lo conosciamo per il coraggio con cui lui, deportato in un lager, ha raccontato con cartesiana razionalità, quell’abisso nero. Senza far sconti a nessuno, in primo luogo a sé stesso: basti dire che c’è la convinzione che il suo volo nella tromba delle scale sia stato un gesto volontario.

Ce ne sarebbe abbastanza per associarlo alla tragedia: del resto, anche il resto della sua produzione di scrittore (“La chiave a stella” o “Il sistema periodico”) è asciutto e tagliente. E tuttavia, il musicologo Massimo Levi, suo caro amico, lo descrisse così proprio nel giorno più tragico: «Chi era Primo Levi? Direi che ra un umorista». In effetti, era lo stesso Levi a indicare “Gargantua e Pantagruel” fra i libri che lo ispiravano. e parla Marco Belpoliti (che a Levi ha dedicato molti studi), l’attrice Federica Fracassi ne leggerà alcuni brani.

  • “Direi che era un umorista” (ridere con Primo Levi): Marco Belpoliti e Federica Fracassi domenica ore 15 Bottini dell’Olio

Ascesa e caduta di Woody sul filo fra ironia e nevrosi

 Il nome di Woody Allen rimbalza a più riprese nel cartellone del festival livornes: nella rassegna di film che tiene banco al teatro Vertigo così come sul palcoscenico dei Bottini dell’Olio con uno degli incontri dedicato a lui. “Ritratto dell’artista caduto in disgrazia”: parla la scrittrice Nadia Terranova. E’ l’esempio dell’identikit del “Senso del ridicolo”: l’arte del far ridere e, al tempo stesso, il lato oscuro dell’esistenza. Già, perché Allen non è solo uno dei talenti comici più amati dal pubblico del grande schermo (da “Il dittatore dello stato libero di Bananas” a “Io e Annie”): la sua vita privata è stata al centro di una ingarbugliatissima e controversa vicenda familiare nel rapporto con Mia Farrow e con alcune delle sue figlie adottive con l’accusa di molestie.
La rassegna di film invece mette in cartellone al centro di via San Marco stasera “Prendi i soldi e scappa”, domani “Manhattan” e domenica “Harry a pezzi”.

  • Nadia Terranova: “Ritratto dell’artista in disgrazia” (sabato ore 11,15, Bottini dell’Olio). Rassegna di film: Vertigo (via San Marco), da oggi a domenica ore 21

Radiografia di chi è pagato per strapparvi una risata

Stefano Andreoli, Marco Ardemagni, Stefano Bartezzaghi, Sara Chiappori e Pilar Fogliati sabato ore 17,15 ai Bottini: chi è l’autore comico.

Il sapore del riso che strega la bocca, il cuore (e la pancia)

Gli manca forse il ruolo di colonnello del meteo, poi in Rai Bruno Gambarotta ha fatto quasi di tutto e anche di più. Ma non è per questo che l’hanno chiamato al festival: non è solo autore di teatro e cabaret, è pure un gastronomo. Niente di meglio per parlare del riso: è questione di bocca, di pancia e di cuore.

  • “Bruno Brunch”: Bruno Gambarotta con Stefano Bartezzaghi domenica ore 17,30 piazza del Luogo Pio

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