Gioco
Il Premio Tenco fra memoria da salvare e segnali di rinnovamento
Alla celebre rassegna della musica d’autore, riconoscimenti a Capossela, Silvestri, Agnelli, tanti giovani talenti, e poi Gianna Nannini e Pino Donaggio
MILANO. Sarà in scena dal 17 al 19 ottobre al teatro Ariston di Sanremo, la 43ª edizione del Premio Tenco, storica rassegna della musica d’autore voluta da Amilcare Rambaldi, già ideatore del Festival della Canzone.
Nella tre giorni sanremese, condotta dallo storico presentatore del premio, Antonio Silva, accompagnato da Morgan, si esibiranno parecchi rappresentati della canzone d’autore, tra questi i vincitori delle Targhe Tenco (assegnate da un’ampia giuria di esperti del settore) e quelli che si sono aggiudicati il Premio Tenco, attribuito dai soci del Club Tenco. Tra i primi troviamo Vinicio Capossela (miglior disco), Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Rancore (miglior canzone), Enzo Gragnaniello (album in dialetto), Alessio Lega (miglior interprete), Fulminacci (opera prima) e Adoriza (album collettivo a progetto).
I Premi Tenco, riconoscimenti alle carriere, sono andati a Gianna Nannini e Pino Donaggio (come migliori artisti), Eric Burdon (artista internazionale), il musicista (Stormy Six) e musicologo Franco Fabbri, e Gaetano Currieri per i suoni della canzone/produttore. Sul palco ci saranno anche Peppe Voltarelli, Petra Magoni Gnu Quartet, Ron.
Come ogni anno al Tenco viene assegnato un titolo, quello dell’edizione 2019 è: “Dove vola colomba bianca”, chiaro riferimento alla nota composizione portata al successo da Nilla Pizzi e quindi alla storia della nostra canzone. «La memoria – dice Sergio Staino del direttivo del Club Tenco – è un passaggio obbligato per la società moderna. La memoria si sta perdendo e quindi tutto si sta cancellando. È necessario recuperarla anche nella canzone, nella musica». Alla memoria si affianca anche il presente di una canzone d’autore in fase di rinnovamento, che apre le porte ad altre e nuove forme di espressione. «Sono contento che questo succeda al Tenco – dice Manuel Agnelli – È una rassegna di riferimento per la canzone italiana che è ancora viva e dinamica». Così sul palco dell’Ariston saliranno anche protagonisti più giovani, tra questi Achille Lauro, Levante e Nina Zilli. «In realtà – dice il sempre provocatorio Morgan – Achille Lauro e Levante non conoscono la canzone d’autore altrimenti farebbero altro rispetto a quello che fanno». Lo stesso Morgan aggiunge: «Il Tenco è una manifestazione culturalmente giusta, andrebbe finanziata dallo Stato e dovrebbero andare in tv tutte le tre serate».
L’idea primigenia del premio Tenco, di lavorare su una nicchia di autori sconosciuti, sembra essere sempre più lontana. Anche qui il pop bussa alla porta, si equilibra con il “classico” creando un segno dei tempi. —
Luca Trambusti
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