Il Tirreno

sesto fiorentino 

I big del teatro norvegese trovano voci e scena al festival Intercity

Gabriele Rizza
I big del teatro norvegese trovano voci e scena al festival Intercity

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sesto fiorentino. Intercity, il festival che da 32 anni gira il mondo in cerca di teatro, dopo Stoccolma torna nella penisola scandinava e punta su Oslo, la capitale norvegese patria di Jon Fosse (fra le voci più autorevoli della drammaturgia contemporanea, riconosciuto come il nuovo Beckett). Fino al 27 ottobre, al teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, allestimenti, letture, incontri, mostre, workshop, mise en espace, ne scoprono il volto e rivelano la vivacità, soprattutto sul fronte della scrittura.

«La novità principale di questa 32ª edizione – sottolinea il direttore artistico Dimitri Milopulos – è che non portiamo le compagnia locali con i loro spettacoli ma dopo un lungo lavoro di ricerca e di indagine abbiamo preferito selezionare e tradurre i migliori testi degli ultimi anni, e mai rappresentati in Italia, affidandoli ai nostri attori. Il risultato è sorprendente. Perché al di là di una fama che la vuole fredda e punitiva, si tratta spesso di una scrittura densa di umorismo che si combina a una malinconia di fondo legata alla tradizione mitologica e all’influenza delle fiabe nordiche». Così la nuova drammaturgia norvegese, a parte Jon Fosse cui è dedicato un focus specifico che comprende anche la sua attività di romanziere e poeta oltre che di autore teatrale (vedremo fra l’altro “The dead dogs”, uno dei suoi capolavori, nella versione di Thea Dellavalle e Irene Petris prodotto da La Corte ospitale mentre una mostra fotografica allestita nel foyer documenta la sua fortuna in Italia) è scandita da quattro nomi i cui lavori vengono rappresentati per la prima volta sulle nostre scene: Einar Schwenke con “L’ostaggio”, un testo tragicomico per la regia di Dimitri Milopulos; Fredrik Brattberg (Premio Ibsen nel 2012) con “Ritorni” diretto da Fabio Mascagni; Hans Petter Blad con il beckettiano “Uomini da poco”, regia Marco Di Costanzo; Jesper Halle con “L’asino”, un primo studio a cura della compagnia Gogmagog. Infine, come sempre, ci sarà uno sguardo all’indietro, su una una delle piazze già inquadrate da Intercity. Stavolta è Montreal, con una anteprima del nuovo testo di Michel Marc Bouchard, “Sotto lo sguardo delle mosche” (regia di Simone Schinocca). Programma completo www.teatrodellalimonaia.it. —

Gabriele Rizza

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