Gioco
Rock psichedelico cult con i Telescopes di Lawrie domani sera al Caracol
PISA. I vecchi leoni continuano a ruggire. Che dire, altrimenti, di certi artisti del rock inglese, protagonisti degli anni Novanta, che, continuano a realizzare ottimi album, magari in seguito a inattese reunion. Menzione speciale spetta ai Telescopes, di scena domani a Pisa al Circolo Caracol, che celebrano il trentennale e portano in giro un album nuovo di zecca, “Exploding Head Syndrome” pubblicato pochi mesi fa.
La band capitanata da Stephen Lawrie ha esordito infatti nell’89 con “Taste” e, di fatto, non ha mai interrotto la propria attività, anche se il leader è l’ultimo rimasto della vecchia formazione. Nel tempo, ha affinato la propria cifra stilistica, rimanendo sempre nel solco di una neo-psichedelia di grande fascino. E con l’ultimo album tocca uno dei punti più alti della sua produzione: nenie ipnotiche che ricordano le cose migliori degli Spacemen 3, dove gli strumenti suonano in maniera ben poco convenzionale, soprattutto le chitarre, impegnate in loop e droni che mandano in estasi, in una stratificazione di effetti che lascia la voce nelle retrovie. Un lavoro certosino, quello di Lawrie (che – a parte un solo brano – ha fatto praticamente tutto da solo) nella ricerca di un equilibrio capace di quel potere evocativo tipico della migliore psichedelia. Qualcosa di piuttosto diverso rispetto ai bei tempi del terzo album omonimo uscito per Creation nel ‘92, ma in coerenza con un titolo che allude a quel disturbo del sonno a causa del quale si sentono forti rumori immaginari. Pur non avendo mai trovato il vero successo, The Telescopes è rimasto nome di culto e garanzia di qualità e questa tappa pisana è l’occasione per non perdersi dal vivo una delle grandi leggende del rock britannico. —
Guido Siliotto
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