Il Tirreno

il settembre lucchese 

Volto Santo, l’icona di Lucca

Paola Taddeucci
Volto Santo, l’icona di Lucca

Oggi la processione e i fuochi Poi arte, convegni e mostre 

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Le luci della città si spengono, ad illuminarla restano solo i lumini a cera collocati sulle facciate dei palazzi e dei monumenti. Sono le otto di sera, le campane della basilica di San Frediano suonano per annunciare che tutto comincia. È l’inizio della processione e luminara di Santa Croce, un rito antichissimo che si ripete da secoli ogni 13 settembre. Sempre lo stesso percorso nelle vie del centro storico di Lucca – dalla basilica di San Frediano al duomo di San Martino – per celebrare un mito, un’icona religiosa: il Volto Santo, il Cristo nero di legno custodito in duomo che la leggenda narra sia il vero volto di Gesù.

Scolpito a Gerusalemme e poi approdato miracolosamente dopo settecento anni a Luni su una barca fantasma piena di luci, dall’antico porto sul Magra il Crocifisso giunse a Lucca altrettanto miracolosamente: venne messo su un carro trainato da buoi che furono lasciati liberi di scegliere se restare a Luni o dirigersi verso Lucca. Decisero per Lucca, dove la statua venne lasciata nei pressi della basilica di San Frediano, ma la mattina successiva fu ritrovata dall’altra parte della città, vicino al duomo dove è ancora oggi. Ogni anno il 13 settembre quel viaggio leggendario viene rievocato con la processione che nel corso dei secoli non ha mai concesso niente al folklore.

È una lunga sfilata alla quale, dietro al grande stendardo che rappresenta il Volto Santo, partecipano le parrocchie della diocesi, le autorità, le associazioni di categoria, le bande, i gruppi storici. In un rigoroso ordine di sfilata immutato da secoli e alla sola luce dei lumini, la sfilata si conclude nella cattedrale con l’esecuzione di un componimento sacro. E fuori, terminati i riti religiosi, dalle 23, 30 il cielo s’illumina dei fuochi d’artificio visibili dalle Mura urbane.

Processione e luminara sono il clou degli appuntamenti religiosi del Settembre lucchese, un mese di festa caratterizzato da molte iniziative di vario genere. Vediamone alcune (tutto il calendario su www. comune. lucca. it). Intanto i grandi mercati ambulanti che tradizionalmente si tengono il 14, il 21 e il 29 nella zona di Borgo Giannotti. . Oggi ci sono le bancarelle, ma il 14 c’è ancora un pezzo di quel mondo antico con la fiera degli animali e degli uccelli. Sempre in quella parte della città ci sono le 120 attrazioni del luna park itinerante più grande d’Italia, che rimarrà aperto fino al 29. Per gli amanti della musica giornata da non perdere domenica 15 alle 18 nella chiesa di San Francesco con il concerto corale cui prenderanno parte molti gruppi toscani: in repertorio brani da musical (ingresso libero).

Momenti di riflessione, invece, nel festival “Economia e spiritualità” che dal 17 al 22 vedrà protagonisti filosofi, pensatori, politici, studiosi e personaggi del mondo dello spettacolo: tra gli ospiti il teologo Vito Mancuso; il filosofo Marco Vannini, il neurobiologo Stefano Mancuso, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Diverse anche le opportunità per gli appassionati d’arte. Per la sua settimana conclusiva (chiuderà il 22) il Museo della follia – ideato da Vittorio Sgarbi – prepara una giornata speciale per domani: apertura dalle 10 fino a mezzanotte, biglietto serale ridotto e visite guidate. È stata appena inaugurata, invece, l’esposizione Lu.C.C. A - centro di arte contemporanea: “Werner Bischof. Classics”, oltre cento scatti di uno dei più grandi fotoreporter del ‘900. Fino al 7 gennaio. –
 

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