Gioco
Barry White e la sua voce immortale dal Texas ai palcoscenici di tutto il mondo
Oggi il grande cantante avrebbe compiuto 75 anni. È entrato nella storia della musica con brani come “You’re the first, the last, my everything”
la storia
Oggi avrebbe compiuto 75 anni Barry Eugene Carter, passato alla storia come Barry White e come uno degli artisti più rappresentativi della musica leggera americana.
Passando dal rhythm and blues al soul fino alla disco music, la sua voce baritonale e accattivante ha stregato il panorama musicale internazionale, specie nella sua indimenticabile “You’re the first, the last, my everything” del 1974 che lo ha reso popolare al mondo.
Nacque il 12 settembre del 1944 a Galveston nel Texas, ma crebbe nel difficile quartiere di Watts, a Los Angeles: è proprio grazie alla musica che riuscì a tirarsi fuori dal mondo della criminalità, che gli sottrasse anche suo fratello, morto in uno scontro a fuoco.
«Mentre ero in prigione, dovetti fare i conti con i miei errori e decisi che mai più in vita mia avrei consegnato la mia libertà nelle mani di qualcun altro» disse di quel periodo Barry White.
A 11 anni già aveva cominciato a guadagnarsi la vita suonando il pianoforte nei locali a Los Angeles. Negli anni Sessanta incise dischi con varie formazioni (Upfronts, Atlantic, Majestics) usando il suo vero nome e colse discreto successo come spalla musicale di vari artisti fra cui Felice Taylor e Viola Wills.
Nel 1969 arrivò la svolta. Prese il nome di Barry White mettendo al suo fianco le “Love Unlimited”, trio vocale femminile composto da Diana Taylor, Glodean James (che sarebbe diventata sua moglie) e la sorella di lei, Linda.
Fondò anche una orchestra di 40 elementi, la Love Unlimited Orchestra, che aveva il compito di accompagnare lui e il suo trio. A sé riservò i ruoli di direttore, autore e arrangiatore. Il successo arrivò nel 1972 con “Walking in the rain with the one I love”, con la sua voce emozionale, sensuale e ricca di passione che offriva versi d'amore al telefono.
Molti altri brani finirono in classifica, da “I'm gonna love you just a little more baby” a “Can't get enough of your love babe”, fino al capolavoro “You’re the first, the last, my everything”".
Barry White continuò a cavalcare questa formula dove melodie pop-soul venivano proposte nel contrasto fra la leggerezza dell'orchestra d'archi e dei cori e la sua voce profonda.
Vinse due Grammy Awards e vendette più di cento milioni di dischi. Gli ammiccamenti al sesso nelle canzoni si fecero sempre più accentuati, facendo spesso apparire l'artista come una caricatura di se stesso. Col passare del tempo, scesero le sue quotazioni discografiche, ma non il suo successo nelle esibizioni dal vivo che continuarono ad essere richieste e apprezzate.
Ebbe vari ritorni discografici, nel '78 con un brano di Billy Joel “Just the way you are” e nel 1987 con “Sho' your right”.
Meno fortunato, invece, un disco di successi realizzato nel 1992 con Lisa Stanfield.
Nel '99 pubblicò “The longer we make love” con la partecipazione di Lisa Stanfield e Chaka Khan, in uno stile che definì afro-erotico.
Sempre nel '99 si esibi' a Milano con buon successo: «Ho inventato una musica senza tempo» soleva ripetere Barry White.
Nel 2001 venne al Pavarotti &Friends e duettò con il tenore in una strepitosa interpretazione di “The first, the last, my everything”.
Negli ultimi anni di vita accusò vari problemi di salute, in parte legati al suo peso, arrivato a toccare i 160 chili.
Dopo essere stato ricoverato per mesi all'ospedale Cedar Sinai di Los Angeles, è morto il 4 luglio 2003 per una grave forma di insufficienza renale. La sua voce, invece, rimarrà immortale. —
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