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Addio a Robert Frank, con i suoi scatti rivoluzionò la fotografia
new york. Nuovo lutto nel mondo della fotografia. Dopo Peter Lindbergh la scorsa settimana, è morto Robert Frank, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento. Americano nato in Svizzera, Frank si è spento a Inverness, in Canada, a 94 anni. Frank era noto soprattutto per “The Americans” capolavoro in bianco e nero di ritratti che raccoglieva foto scattate a metà anni’50 su una Leica 35mm viaggiando in 48 stati americani. Il libro cambiò il modo di fare fotografia documentaria e meritò al suo autore il soprannome di “moderno Toqueville” o anche “il Manet della nuova fotografia”.
Robert Frank era nato a Zurigo in una famiglia ebrea benestante. Negli Usa, dove era arrivato a 23 anni, si considerava un profugo artistico, in fuga dalle vedute ristrette del suo paese di origine. “The Americans” nacque grazie a una borsa della Fondazione Guggenheim che gli permise di girare gli States armato di due macchine fotografiche e centinaia di rullini. Solo 83 delle circa 28. 000 foto frutto di quel viaggio finirono in “The Americans” che negli Usa uscì nel 1959 con la prefazione Jack Kerouac: «Ha succhiato un poema triste dall’America», scrisse l’autore, due anni prima, di “On the Road”. Dopo quel libro, Frank non riuscì più a ottenere lo stesso successo. Abbandonata quasi del tutto la fotografia, cercò di darsi al cinema e nel suo primo film, “Pull My Daisy” con la voce narrante di Kerouac, recitano Allen Ginsberg e Gregory Corso. —
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