Il dolore
Saviano e Sollima sulle rotte della droga Ecco “ZeroZeroZero”
Al Festival la serie Sky tratta dal romanzo sulle vie della coca Girata in tre continenti, un anno di riprese, otto puntate
La serie segue il viaggio di un carico di cocaina, dal momento in cui un potente clan della ’ndrangheta decide di acquistarlo fino a quando viene consegnato e pagato. Attraverso le storie dei suoi personaggi “ZeroZeroZero” fa luce sui meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte dell’economia legale.
Le prime due puntate della serie sono state presentate ieri alla Mostra del Cinema; Roberto Saviano a chi gli chiede del volume d’affari legato alla droga dice: «Se io adesso le dessi un sacchetto con un chilo di cocaina lei entro la fine del Festival riuscirebbe a venderla, se le dessi un sacchetto di diamanti non ne smercerebbe nemmeno uno perché nessuno si fiderebbe di lei».
“ZeroZeroZero” la serie tratta dall’omonimo libro di Saviano, racconta in otto puntate il viaggio di un carico di droga. Prodotto, intermediari, compratori sono i nodi su cui si articola la trama. Un viaggio riassumibile in alcune cifre che lo scrittore e giornalista in conferenza stampa al Lido elenca con il suo stile semplice ed efficace: «In Colombia con duemila euro compri un chilo di cocaina, in Messico la rivendi a 15mila, negli Stati Uniti a 27mila, in Italia a 54mila e in Inghilterra a 70mila. Con un carico si diventa milionari». Ieri si sono potuti vedere solo i primi due episodi. In questi 100 minuti si è capito perfettamente quanto Sollima sappia perfettamente lavorare su questi materiali, parte del successo dei precedenti “Romanzo Criminale” e “Gomorra” era dato dalla caratterizzazione dei personaggi che qui sembra mancare, ma forse siamo solo all’inizio del viaggio. Sicuramente la confezione è quella delle grandi serie televisive dal respiro internazionale. Il produttore Riccardo Tozzi di Cattleya dice: «Non è elegante dire quanto costa qualcosa, diciamo che ci sono serie che costano poco, altre tanto, e altre tantissimo, questa va ancora oltre». Produttivamente ambizioso il racconto si sviluppa attraverso tre continenti (America, Europa, Africa), sei lingue e quasi un anno di riprese. Saviano provoca il dibattito sulla legalizzazione delle sostanze. «Questa è un’economia per redditività seconda solo a quella del petrolio. Il narcotraffico si inserisce nel sistema capitalistico fungendo da turbocatalizzatore. Legalizzare vorrebbe dire chiudere i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. Questo mercato attraversa il mondo legale e gliene dà forza». —
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