Il Tirreno

Dal fratello del Che a Rondelli e Covatta, Scenari di Quartiere porta l’arte in strada

Maria Teresa Giannoni
Dal fratello del Che a Rondelli e Covatta, Scenari di Quartiere porta l’arte in strada

Livorno, da sabato 7 settembre al 22 la quarta edizione del Festival Nel cartellone il meglio della narrativa italiana e non solo

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LIVORNO. Con il teatro alla riscoperta della città. Torna per il quarto anno il festival Scenari di Quartiere forte di un successo crescente. La formula resta la stessa: spettacoli di narrazione dove gli attori raccontano come si faceva un tempo durante le veglie, sempre al calasole (ore 19), tutto gratuito. Posti a sedere non più di 200 – così vogliono le regole ferree della sicurezza – ma ognuno può portarsi uno sgabello o un cuscino da casa e accontentarsi dello spazio che trova. L’anno scorso la media è stata di 600-700 persone a sera, con ben più di mille nel prato di villa Mimbelli per Marco Paolini. Da sabato 7 fino al 22 settembre tre settimane di appuntamenti dove si incontreranno protagonisti livornesi oltre al meglio dei narratori italiani, con una punta di internazionalità rappresentata da Juan Martin Guevara, fratello del mitico Che, che arriverà dall’Argentina. La rassegna è stata presentata nella vivacissima piazzetta di Shangai, tra palazzoni di case popolari e donne intente a far la spesa e ad accudire i bambini. Assente l’assessore alla cultura Simone Lenzi, c’erano Marco Leone, direttore del Goldoni, Marcello Murziani per la Fondazione Cassa di Risparmio, Marinella Viscusi per l’associazione Quartieri Uniti, oltre al direttore artistico di “Scenari” Fabrizio Brandi.

«Non è solo un festival – ricorda Leone – ma un’attività intensa che dura tutto l’anno come si è potuto vedere dall’edizione invernale che è stata ospitata nelle case private ma anche in scuole e altri spazi pubblici». «Noi di Quartieri Uniti – aggiunge Viscusi – siamo 20 gruppi in 20 quartieri su 32 e condividiamo lo stesso obiettivo di risvegliare le comunità. Quest’anno saremo coinvolti anche come volontari”. È poi toccato a Brandi illustrare il programma. E proprio Brandi si è impegnato fortemente perché fosse proprio Shangai – quartiere dove il festival non era mai arrivato – a dare l’avvio agli Scenari di quest’anno. Sarà Bobo Rondelli – uno dei beniamini di casa ma che da anni è ambasciatore molto apprezzato della “sua” Livorno presso il pubblico tutta Italia – a presentarsi sul palco che sarà allestito in via Turati sabato in una serata tra musica e parole incentrata sulla sua autobiografia “Cos’hai da guardare”.

Con lui Steve Lunardi al violino e Claudio Cianci al pianoforte. Dai quartieri nord ai quartieri sud. Domenica 8 ci si sposta in piazza del Castello ad Antignano per ascoltare Mario Perrotta, uno dei big del teatro di narrazione italiano, in uno dei suoi spettacoli più famosi e più premiati: “Italiani Cincali” che racconta di quando gli emigrati eravamo noi e precisamente i nostri uomini che andavano a fare i minatori in Belgio.

Il 12 in via Garzelli a Collinaia ci sarà “Diario di Provincia” con Oscar De Summa altro pezzo da novanta del teatro capace di raccontare storie (come in questo caso) che fanno sorridere ma che ti guidano verso conclusioni inaspettate e tragiche. Inaugurato lo scorso anno come scena perfetta per parlare di filosofia, torna protagonista quel luogo metafisico, nuovo eppure già degradato, che è lo Scoglio della Regina. L’anno scorso il filosofo Umberto Galimberti tenne a bocca aperta centinaia di persone, quest’anno il 13 settembre ci sarà l’attore Roberto Mercadini in “Dobbiamo un gallo ad Asclepio” che altro non è che l’ultima frase pronunciata da Socrate prima di morire. Si parlerà quindi della nascita della filosofia come spinta verso la conoscenza.

Sabato 14 in piazza Magenta narrazione a cinque voci per “Fontamara” di Ignazio Silone nell’adattamento di Francesco Niccolini che ha ricevuto recentemente il premio intitolato allo scrittore abruzzese. Domenica 15 l’attenzione sarà tutta per Juan Martin Guevara in piazza XX Settembre. Intervistato da Antonio Cervi e Eva Giovanni parlerà di “Il Che mio fratello” svelando il lato privato di un personaggio diventato icona. Ma che si formò in una famiglia colta e anticonvenzionale dell’Argentina degli anni Trenta e Quaranta.

Si riprende venerdì 20 settembre in piazza Gavi (Quartiere Borgo Cappuccini) con “Amore Psiche” che l’attrice pugliese Daria Paoletta ha tratto da Apuleio. Si prosegue il 21 con un altro livornese, Michele Crestacci che presenta in Piazza Cavallotti “Felice” spettacolo che ha scritto con Alessandro Brucioni per raccontare i cambiamenti della città (specchio dell’Italia) partendo dal mercato. E lo fa da un osservatorio impareggiabile: il banco di formaggi in cui lui stesso per anni ha lavorato.

Il finale è affidato a Giobbe Covatta che si esibirà nel parco di Villa Fabbricotti domenica 22 settembre con “La divina Commediola” una versione tutta particolare del poema tutta dedicata ai diritti dei più piccoli. Serata extra quella dell’11 in Corea al parco pubblico tra via dei Vecchi Orti, via Minghi e via Torino dove si esibiranno i partecipanti ai due laboratori teatrali dedicati alla narrazione che si svolgono durante il festival.
 

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