Il Tirreno

LA RICORRENZA 

40 anni di “Alien”, e sembra ieri Ridley Scott mai così attuale

FRANCESCA LENZI

Tra thriller e horror, un film che nel 1979 disorientò lo spettatore, ma che grazie a una regia sapiente incassò ben 103 milioni di dollari 

2 MINUTI DI LETTURA





FRANCESCA LENZI

Stanley Kubrick nel 1968 la rappresentò con un monolito nero. Nove anni più tardi George Lucas creò una galassia immaginaria fatta di popoli multiformi, in parte ostili, in parte pacifici. Concepita visivamente, ma anche concettualmente, in modo diverso, la specie aliena trova in 2001: Odissea nello spazio e in Star Wars piena realizzazione, attraverso due scuole di pensiero che hanno fatto la storia della fantascienza. Dopo di loro è arrivato Ridley Scott con Alien che, uscito nelle sale 40 anni fa, ha dato un ulteriore sguardo sull’immensa oscurità dello spazio. Uno sguardo inizialmente non compreso, talvolta criticato per l’inquinamento di generi che presenta all’interno di un plot che, insieme al carattere fantascientifico, propone elementi thriller e apertamente horror. Elementi che nel 1979 disorientano lo spettatore ma che, alla distanza, premiano un film, nato dalla basi di un B-movie e innalzato al cinema d’autore da una regia sapiente. Un film (che ha dato origine in seguito a tre sequel e due prequel) capace di incassare, a fronte di un budget di 11 milioni di dollari, ben 103, aumentati di 2 con l’edizione Director’s cut del 2003. Scott approdava alla fantascienza quasi da esordiente, dopo aver firmato un ottimo primo lungometraggio, I duellanti, di tutt’altra natura. Per la cronaca girerà subito dopo Alien, nel 1982, Blade runner, rinnovando al grande pubblico e alla critica tutto il proprio talento. Contribuisce al successo del film un cast ben incorporato, nel quale svetta l’imponente Sigourney Weaver, pure lei quasi esordiente dopo il ruolo minore nella pellicola Io e Annie di Woody Allen. Nei panni del tenente Ellen Ripley interpreta la protagonista femminile di Alien. Una sorte di final girl tonificata, però, dalla tempra di eroina che combatte il mostro. E poi, appunto, il mostro. Altro, vero, primo attore di una storia che inizia con un’inquietudine di fondo, e una tensione che monta pian piano. Siamo nel 2122 e l’astronave Nostromo con il suo equipaggio sta tornando sulla Terra quando, a causa di un segnale di soccorso, cambia rotta. Scesi sulla superficie, i membri del personale di bordo capiscono ben presto di trovarsi nei guai e uno di loro viene attaccato da un parassita alieno, forma primordiale dello xenomorfo che, di lì a poco, terrorizzerà il Nostromo. Nato dalla fantasia di Hans Ruedi Giger e Carlo Rambaldi (che vinsero l’Oscar per gli effetti speciali), il mostro di Alien è una sintesi perfetta di ferocia ed eleganza. La doppia bocca, la testa allungata, la postura antropomorfa, eppur bestiale, gli artigli letale, l’infinta coda e la pelle lucida, mix indefinibile di metallo e organico, costruiscono «quell’organismo perfetto – di cui parla l’androide Ash – Un superstite non offuscato da coscienza, rimorsi o illusioni di moralità». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa