Il Tirreno

Buonasera Pagliaccio! It 2, sequel dell’horror di King torna nelle sale

Francesca Lenzi
Buonasera Pagliaccio! It 2, sequel dell’horror di King torna nelle sale

Il Club dei perdenti torna a Derry 27 anni dopo Mike li richiama: Pennywise non si è dimenticato di loro 

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«Saltimbanco, addio! Buona sera, Pagliaccio! Indietro, Babbeo. Fate posto, buffoni antiquati, dalla burla impeccabile. Fate largo! Solenne, altero e discreto. Ecco venire il migliore di tutti, l’agile clown. Più snello d’Arlecchino e più impavido di Achille, è lui di certo, nella sua bianca armatura di raso: etereo e chiaro come uno specchio senza argento. I suoi occhi non vivono nella sua maschera d’argilla» (Paul Verlaine).

Il tempo è ormai arrivato. Dopo due anni di attesa esce domani nelle sale di tutto il mondo il secondo capitolo di It, trasposizione cinematografica (170 minuti), affidata a Andrés Muschietti, del monumentale romanzo scritto nel 1986 da Stephen King. A farci sperare in un grande secondo atto è proprio il re del brivido che, in un tweet di fine luglio, ha definito «epico» lo scontro finale tra i ragazzi (cresciuti) del club dei perdenti e il terrificante clown ballerino.

Pennywise, demonio senza forma in grado di assumere l’aspetto più spaventoso delle nostre paure, vive e prospera a Derry, cittadina immaginaria del Maine, nella quale King ha spesso ambientato i suoi incubi su carta.

Derry, luogo sbagliato per eccellenza. Nido fetido di uno dei personaggi più temuti e, allo stesso tempo, amati dagli appassionati della letteratura e del cinema “de paura”. Il primo It uscì esattamente due anni fa, diventando il film horror di maggior successo con un incasso complessivo di oltre 700 milioni di dollari. Il capitolo 2 è stato realizzato ancora una volta da Muschietti che non fu, ricordiamolo, la prima scelta della produzione (Cary Fukunaga lasciò in corso d’opera per divergenze artistiche).

Muschietti che, prima di It, aveva girato solo un film, La Madre (2013), prodotto da Guillermo Del Toro, con protagonista Jessica Chastain, oggi nei panni dell’adulta Beverly Marsh. Una scelta azzeccata, non solo per le qualità attoriali della Chastain, ma anche per la somiglianza fisica con Sophia Lillis, la Bev giovane del primo It. L’altro nome di spicco nel cast di questo secondo capitolo è James McAvoy che interpreta William “Bill” Denbrough, fratello del compianto Georgie, vittima del primo attacco di Pennywise nel romanzo di King. Georgie, il ragazzino con l’impermeabile giallo che esce di casa nell’autunno del 1957 con una barchetta di carta di giornale, per non farvi mai più ritorno. Prima dell’opera firmata da Muschietti, solo Tommy Lee Wallace aveva osato misurarsi con il libro. La sua miniserie televisiva, però, non ha lasciato impronta di sé, se non per l’interpretazione di Tim Curry nel ruolo del malefico pagliaccio. Troppo didascalica e priva di spessore, troppo edulcorata rispetto alla pagina scritta, la serie tv, vale infatti la pena di essere ricordata soltanto per Curry che infonde al proprio Pennywise un aspetto contemporaneamente spensierato e malvagio. Nella nuova trasposizione cinematografica, più adulta e ben realizzata, consapevole ed efficace, cambia non solo il periodo di ambientazione (che Muschietti sposta in avanti di 30 anni), ma anche per l’appunto l’immagine del clown ballerino, più austero e luciferino.

Burattino disarticolato, essenza stessa del male. Ancora una volta, due anni dopo il primo capitolo, c’è Bill Skarsgård a indossarne pizzi, pon pon e agghiacciante scelleratezza, per una versione diversa da quella di Tim Curry, ma altrettanto riuscita e spaventosa. A firmare il copione è Gary Dauberman (autore di Annabelle) già sceneggiatore della stesura del primo It, condivisa in quel caso con Chase Palmer e Cary Fukunaga. L’attesa di due anni fra i capitoli viene ampiamente ripagata dall’iniziativa del circuito The Space che proietterà in anteprima, mercoledì 4 settembre, entrambi i film: alle 21 e a mezzanotte, con tanto di omaggio del poster celebrativo limited edition. Sono passati 27 anni e il club dei perdenti si è sciolto. Tutti sono andati via da Derry. Sono cresciuti, hanno trovato un lavoro e si sono (quasi) dimenticati di Pennywise.

A restare nella cittadina sbagliata del Maine è stato solo Mike che adesso richiama i vecchi amici per la battaglia finale. Perché Pennywise non si è dimenticato di loro. Li ha sognati, desiderati e aspettati per 27, lunghissimi, anni. —
 

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