Il Tirreno

VENEZIA 76 

Lido in delirio per Meryl Streep È l’eroina dei Panama Papers

Manuela Pivato
Lido in delirio per Meryl Streep È l’eroina dei Panama Papers

Fan da tutta Italia per vedere la diva sul red carpet. Firma autografi, niente selfie Con Oldman ha presentato The Laundromat, film-denuncia sui capitali offshore

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Con quella pelle sempre chiara, delicata, ancora liscia in modo naturale; con la sua calma di diva che ha avuto tutto, più di tutti, in tutti i tempi, Meryl Streep sbarca al Lido protagonista del film di Steven Soderbergh “The Laundromat”, in Concorso, sullo scandalo dei Panama Papers.

Abito bluette fiorito, piccolo chignon, occhiali da sole, l’attrice premia i tenacissimi fan in attesa da ventidue ore, firmando autografi con la mano sottile, sottraendosi, come le vere signore, all’orgia dei selfie. L’eccezionalità dell’evento, la fortuna di poter dire di averla anche solo intravista, la trepidazione della madrina Alessandra Mastronardi, che l’aspetta all’ingresso della Sala Grande “solo per farle un inchino”, trasformano la passerella in un boato secondo solo a quello dell’anno scorso per Lady Gaga. L’attrice qui è nel ruolo di Ellen Martin, una vedova dimessa, ma testarda come poche, la quale, indagando su una polizza assicurativa falsa, scopre il mondo corrotto della finanza internazionale.

Tratto dal romanzo del reporter Jake Bernstein (presente in sala), il film del regista Premio Oscar, alla sua sesta presenza al Lido, ritaglia per Meryl Streep un altro ruolo di donna irresistibile.

Meryl Streep non tace il suo giudizio su quello che fu uno scandalo senza precedenti. «È stato un crimine oscuro, di cui siamo stati tutti vittime e tra le vittime ci sono stati anche giornalisti come Anna Galizia, a dimostrazione che si può morire per la verità» spiega l’attrice in conferenza stampa insieme al regista e a Gary Oldman.

Tra conti offshore, travasi di denaro, società inventate come coperture e corruzione, il film narra a ritmo veloce, tra Stati Uniti, Messico, Africa, Cina e Caraibi, la truffa suprema di Jurgen Mossack e Ramòn Fonseca, il cui studio legale a Panama gestiva l’occultamento dei grandi capitali. A raccontare al mondo il più grande meccanismo di evasione fiscale mai concepito, ci pensarono oltre quattrocento reporter, riuniti nel Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi. «Ho incominciato a cercare di capire quale fosse l’approccio giusto per raccontare un argomento così complesso e ho deciso, forse una commedia cupa avrebbe avuto più possibilità di restare nella mente dello spettatore» spiega il regista che ha voluto, nel cast, anche Antonio Banderas, Jeffrey Wright e Sharon Stone, assenti al Lido. Il film è prodotto da Netflix: «Io vorrei vedere il film sul grande schermo» dice l’attrice «però ai ragazzi non importa e così nemmeno io penso più a quale sia lo schermo migliore». —



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