Il Tirreno

Dal Papeete al Colle: il romanzo Quirinale del Ferragosto italiano

Dal Papeete al Colle: il romanzo Quirinale del Ferragosto italiano

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Un punto fermo: l’estate 2019 resterà negli annali per la prima crisi di Ferragosto della storia della Repubblica. Comincia con un’immagine indimenticabile: il ministro dell’Interno Matteo Salvini a tordo nudo proclama la crisi e invoca le urne dalla spiaggia del Papeete, tra un mojito, un selfie e una cubista. Lo scossone supercafone viene poi riassorbito nelle procedure istituzionali. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte decreta la fine della maggioranza in Parlamento, sale al Colle per consegnare il mandato, affida il Paese al «cuore immacolato» di Mattarella.

Da allora gli italiani si ritrovano tra la ghiacciaina e l’ombrellone con la crisi sull’asciugamano, a compulsare i social e le newsletter per seguire gli ultimi rutilanti, complicatissimi sviluppi del romanzo Quirinale. Le consultazioni, i corazzieri, le dichiarazioni solenni, lo spettro mai del tutto esorcizzato di un voto imminente.

Al copione rituale delle crisi di governo si aggiunge un ulteriore elemento di suspense, un brivido frankensteiniano, quando il leader-ombra del Pd Matteo Renzi apre le braccia ai nemici giurati dei Cinque Stelle: dopo 10 anni di insulti reciproci non stupisce che la saldatura tra “grillini” e “pidioti” sia ancora molto incerta e vista con sospetto da molti elettori. Un matrimonio d’interesse tra futuri coniugi che si detestano. Una trama che ha tenuto banco nei discorsi da chiringuito ma a cui manca ancora il finale. —

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