Il dolore
“Con lui rivive Fontamara” a Francesco Niccolini il premio Ignazio Silone
Dai bagni al Sale all’amore per il Mercato Centrale e per il porto intervista ad uno dei più grandi autori del teatro contemporaneo
RICONOSCIMENTO
Francesco Niccolini vive a Livorno da oltre vent’anni, ma sono pochi coloro che ne sono a conoscenza.
Eppure stiamo parlando di uno dei massimi autori del teatro contemporaneo, braccio destro del leggendario Marco Paolini, e collaboratore sopraffino di innumerevoli artisti di altissimo calibro. Ebbene, questo asso della penna, innamorato del mercato centrale «uno dei più belli d’Europa», del porto «non passa sera che non ci faccia una camminata rigenerativa» e della spiaggetta del Sale «laggiù fare il bagno al mattino è un’esperienza impagabile», ha ottenuto uno dei premi letterari più importanti, di livello internazionale, quello dedicato alla memoria di ‘Ignazio Silone’.
”Per aver fatto rivivere sulla scena le fasi memorabili del capolavoro Fontamara, le sue voci, i suoi drammi solo apparentemente lontani di quel paese immaginario di “cafoni”, riportando con forza alla ribalta gli ideali di libertà, dignità, solidarietà e giustizia”, si legge sulle motivazioni presentate dall’attenta giuria.
Una grande soddisfazione, che conclude un’estate magica, fatta di incontri, prove, docenze, riconoscimenti, debutti, e innumerevoli attestati di bravura.
«Lo scorso anno - racconta Francesco Niccolini - ho fatto l’adattamento di Fontamara per un’incredibile gruppo di attori abruzzesi (Lanciavicchio), coprodotto dal teatro stabile dell’Aquila, diretto da Simone Cristicchi. La loro eccezionalità, mi ha permesso di spingere sull’acceleratore e compiere un’operazione piuttosto ardita: una narrazione sinfonica, dove le cinque voci protagoniste si mischiano continuamente tra loro».
Un risultato straordinario, che ha finito per entusiasmare persino la fondazione Silone di Pescina, autentica vestale dell’opera del sommo maestro.
«Un libro che ho amato fin dall’età adolescenziale - prosegue lo scrittore -, ancora , purtroppo, di tematiche estremamente attuali. Silone decise di scriverlo in italiano perfetto, io , invece, l’ho ritradotto, parzialmente, in dialetto marsicano: elemento decisivo per mantenerne intatta la credibilità sul palcoscenico».
Francesco Niccolini è un personaggio riservato; non ama sostare sotto le luci della ribalta.
«Qualcuno sostiene che possa essere un limite per lo sviluppo della carriera; ma la mia natura è questa, e ormai da qualche anno, ho deciso di convogliare ogni energia possibile sulla qualità del lavoro, evitando qualsiavoglia dispersione».
Livorno nel cuore, con i suoi pregi e i suoi difetti.
«Qui mi son fatto degli amici d’arte, e li stimo moltissimo. Per questo mi piacerebbe offrire qualcosa di importante ad una città, che ormai sento praticamente mia”. Tornando allo spettacolo, Fontamara, i livornesi avranno la possibilità di vederlo il 14 settembre, nel contesto del festival ‘scenari di quartiere’. Ma non sarà l’unica occasione per apprezzare il talento di Francesco sul suolo labronico. “Il 30 gennaio - conclude Niccolini - , al teatro Goldoni, andrà in scena ‘il calzolaio di Ulisse’, un testo che adoro, realizzato in collaborazione con l’amico Marco Paolini». Appuntamenti da segnare sul calendario. —
Simone Fulciniti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google