Gioco
È morto Carlo Delle Piane 110 film in 70 anni di carriera
roma. Carlo Delle Piane, scomparso a Roma dove era nato il 2 febbraio 1936, ha attraversato la storia del cinema sin da ragazzino quando da studente fu scelto da De Sica e Duilio Coletti per interpretare il ruolo di Garoffi nel film Cuore del ’46. Da allora, la sua bravura e il suo aspetto inconfondibile lo porteranno a girare 110 film al fianco dei più grandi artisti del cinema italiano: da Totò a Aldo Fabrizi, da Gassmann ad Alberto Sordi, anche se la popolarità con il grande pubblico la deve a Pupi Avati. Domani sarà allestita al Policlinico Gemelli di Roma dalle ore 11,30 alle ore 14 la camera ardente, mentre le esequie si svolgeranno lo stesso giorno alle ore 15 alla Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma. Attore unico, inconfondibile, enigmatico. Antidivo, riservato. La sua fisicità, con quel setto nasale rotto (un incidente sui campi di calcio da ragazzino), la piccola statura lo avevano naturalmente posto a ruolo di spalla ma il suo talento altrettanto naturale (e autodidatta) lo avevano fatto incontrare con i grandi registi. Nel 1951, sono Steno e Mario Monicelli a volerlo per affiancare Aldo Fabrizi e Totò in Guardie e ladri. Su quel set nascerà una grande amicizia con Fabrizi, di Campo de’ Fiori entrambi, che Delle Piane ricorderà sempre negli anni: un carattere molto schietto, non conformista e poi i vari film insieme, a cominciare dalla Famiglia Passaguai e una tourneè teatrale trionfale nel ’61 con Rugantino con Nino Manfredi, interpretando Bojetto, il figlio di Mastro Titta. Il nome di “Pecorino” , il giovane figlio di Aldo Fabrizi ne La famiglia Passaguai gli rimase attaccato per molto tempo, intervallato dall’altrettanto celebre “Cicalone” con cui verrà strapazzato da Alberto Sordi (Un americano a Roma, Steno, 1954).
Fino ai primi anni ’60 compare nella maggioranza dei film di Marino Girolami, commedie fatte in serie i cui titoli rimandano a ben altri eventi cinematografici, Sette canzoni per sette sorelle (1956), Walter e i suoi cugini (1961), solo per citare qualche titolo di questo fertilissimo genere commerciale. Gira un film dietro l’altro. Dopo un grave incidente del 1973, rimane in coma per più di un mese e solo dopo un anno torna ad una apparente normalità, che gli scatena gravi disturbi fobici che condizioneranno fortemente la sua vita. Delle Piane inizia la sua collaborazione con il regista Pupi Avati, che ne rivelerà il talento drammatico. Tra i tanti suoi film diretti da Avati ricordiamo “Regalo di Natale” (1986) Una gita scolastica ( 1983), Festa di laurea (1985). Per più di dieci anni lavora solo con Avati, ma nel 1995 compare in Io e il re di Lucio Gaudino per rivivere la storia italiana dopo l’8 settembre 1943. Nel 1997 interpretò e diresse il suo unico film da regista, Ti amo Maria. Lo scorso anno però aveva festeggiato i 70 anni di carriera alla mostra del cinema di Pesaro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
