Gioco
La sfida dei famosi ai fornelli
“A tavola sulla spiaggia” incorona Massimo Mattei
Tra i partecipanti quest’anno c’era anche Renato Raimo, l’attore di Centovetrine, che ha preparato una zuppa di zucca e gamberi. E “non: con gamberi” . Quella congiunzione che cambia un piatto. E anche Massimo Mattei, imprenditore nell’assistenza agli anziani ed ex assessore alla mobilità ai tempi di Renzi sindaco. Ha partecipato con la mamma, Annalisa Alinari, preparando le seppie all’inzimino, dove lui ci avrebbe tanto voluto mettere gli spinaci al posto dei piselli “ma la mamma voleva i piselli”. E, nemmeno a dirlo, ha vinto lei. E c’era pure Rubina Panatta, figlia di Adriano (l’ex tennista) e di Rosina che nel 1999 partecipò allo stesso concorso. E poi Bianca Bellucci Galdo, giudice di Milano, Monia Lencioni, ostetrica dell’ospedale Apuane di Massa, Ubaldo Bocci, consulente finanziario, che si è dimesso l’anno scorso dal cda di Azimut capital management e dal ruolo di presidente della fondazione Unitalsi per concorrere a sindaco di Firenze per il centrodestra. E Virginia Botta Tommei, una semplice diciannovenne con un talento innato per la cucina.
Sono tutti diventati chef per un giorno a bordo della piscina del bagno Roma di Levante a Forte dei Marmi, dove giovedì sera ha preso vita la ventinovesima edizione di “A tavola sulla spiaggia”, il concorso per cuochi dilettanti ideato da Gianni Mercatali per ricordare i tempi che furono, quando ancora si andava in spiaggia con il pranzo al sacco preparato in fretta e furia dalla mamma o dalla nonna, ma così buono che sembrava uscito da un ristorante stellato.
I partecipanti (erano dodici, tra singoli e coppie) dovevano scegliere un piatto, la loro specialità, che fosse bello, buono, semplice da preparare e, ovviamente, adatto alla spiaggia. E con quello dovevano convincere una giuria di chef stellati, più vari ed eventuali giornalisti e ristoratori. Quest’anno fra le new entry in giuria c’erano Riccardo Monco, primo chef di Enoteca Pinchiorri a Firenze, ed Enrico Marmo del ristorante Contrada di Castel Monastero a Castelnuovo Berardenga. E poi i giurati di sempre, da Gianfranco Vissani a Davide Oldani insieme al gastronauta Davide Paolini e Renato Pozzetto. Fra i vignaioli (i piatti dovevano essere abbinati a un vino o a una grappa) Gianmarco Tognazzi e la sua Tognazza, Bibi Graetz, Bellavista, Podere Monastero di Castellina in Chianti, Roberto Castagner con le sue grappe e Maria Menarini di Donne Fittipaldi a Castagneto Carducci.
C’è chi ha dato sfogo alla fantasia, come la giovanissima Virginia che ha preparato un “entrée fiorito”, cioè della quinoa («che ho scoperto da un anno dalla mia amica vegana») con mandorle, servito dentro un barattolo della marmellata «facile da portare in spiaggia». E il piatto è piaciuto a Monco («mi stupisce vedere tanta fantasia nei dilettanti») ma non troppo a Vissani («in Italia c’è questa moda di servire nei barattoli, che io non capisco» ). E chi invece ha puntato sulla semplicità, come Claudia Palmieri e la sua passata di cannellini con polpettine di pane al rosmarino da far venire l’acquolina in bocca anche ad agosto. «Sì, lo so che è un piatto tipico invernale – dice – ma preparato così può essere adatto alla spiaggia» . E infatti lo era.
Dodici proposte gastronomiche per un totale di 480 piatti e altrettanti bicchieri di vini, di champagne e di grappe, serviti da un plotone di camerieri.
Il primo premio assoluto è andato a Massimo Mattei e la mamma Annalisa Alinari con le seppie in inzimino. Il premio della stampa è andato a Elena Comparini con il piatto Pesche 1929. —
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