Italia
Tre chiazze rosa tra Burano, Laguna e Diaccia Botrona: bentornati fenicotteri
Lo spettacolo mozzafiato in tre aree umide della Maremma - Le foto
GROSSETO. Tre grandi chiazze rosa: una nell’Oasi Wwf di Orbetello, una in quella di Burano, l’altra nella riserva naturale della Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia.
In Maremma sono tornati i fenicotteri, per trascorrere questa appendice di estate insieme agli esemplari più giovani, i semistanziali che rinunciano in primavera a volare sul Mediterraneo e a riprodursi. Migrano poco alcuni fenicotteri perché qui hanno trovato – come del resto alcune coppie di Cavaliere d’Italia – l’habitat ideale per tutele, qualità del cibo e pacifica convivenza con l’uomo.
Ogni sera è uno spettacolo vederli e sentirli partire in schiera, verso gli stagni minori, dove fanno scorta di cibo. Schierati in riga come ballerine, imbelliti da un piumaggio unico, aggraziati nelle movenze, i fenicotteri si concedono allo spettacolo all’ora del tramonto.
«Negli ultimi giorni – spiega Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf di Maremma – i nuovi arrivi sono stati centinaia nella zona sud, tra Orbetello e Burano, altrettanti a Castiglione. A Orbetello, a regime, si arriva a 5mila esemplari. Molti di questi uccelli resteranno fino a marzo. Gli esemplari più giovani sono riconoscibili perché non hanno ancora il classico piumaggio rosa. Sono grigi, poi diventeranno bianchi e neri e solo al quinto anno di età vestiranno il rosa, per mantenerlo tutta la vita. Grazie alla loro alimentazione a base di piccoli crostacei, alghe e larve di zanzara».
Il fenicottero è un animale fashion, ammirato, fotografato e riprodotto su capi d’abbigliamento. E per vederlo non serve andare in Camargue o in qualche paese esotico.
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«Più l’acqua è salmastra e più ci sono fenicotteri – spiegano le guide della riserva Diaccia Botrona – lo scorso anno siamo arrivati a contare 3mila esemplari. Un fenomeno che arricchisce la fauna stanziale ma che è dovuto, purtroppo, a due negatività: la progressiva erosione delle coste tirreniche registrata negli ultimi anni e le lunghe sequenze siccitose».
«La loro visibilità – conferma Giuseppe Anselmi, guardaparco al Parco della Maremma ed esperto ornitologo – rende il paesaggio ancora più bello. A Orbetello hanno nidificato solo una volta, eccezionalmente, oltre venti anni fa. Fu la prima riproduzione di questa specie nella Penisola. Anche quest’anno, a dire il vero, ci hanno riprovato nell’area di Patanella, ma poi la cova non è andata a buon fine. Idem in Diaccia, dove le nidificazioni si contano sulle dita di una mano. L’ultima risale al 2013».
Ogni anno il personale dell’area Ambiente di Provincia e Regione, i tecnici dell’Ispra e i volontari del Centro ornitologico toscano e del Gruppo ornitologico maremmano, effettuano un monitoraggio a distanza per stimare la presenza dei fenicotteri. Chi volesse osservarli può contattare il Wwf, che offre visite guidate, su prenotazione, fino alla fine del mese, nell’oasi Wwf di Burano. Info: 0564 898829. —
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