Il Tirreno

PIETRASANTA: contro la violenza di genere 

Monna Lisa presta il volto a chi vuol metterci la faccia

Ilaria Bonuccelli

2 MINUTI DI LETTURA





pietrasanta. Non servono parole. A volte basta uno sguardo. Uno sguardo dentro uno sguardo. E l’enigma si scioglie. La violenza di genere non è una vergogna per chi la subisce, ma per chi la agisce. Se, poi, ci si mette la faccia, poi, questa verità si moltiplica. Oggi è uno di quei giorni speciali. A Pietrasanta, in via Garibaldi 70 nell’ex Farmacia Comunale diventata galleria d’arte, Monna Lisa presta il volto a chi vuole mettere la sua faccia contro la violenza di genere. L’idea è di Giulia Maglionico, l’artista che ha ideato la Gioconda con l’occhio pesto e il braccio ingessato, una delle opere-guida di #youtoo, mostra in corso (fino a domani) a Pietrasanta. Ad allestirla la Futura Art Gallery di Augusto Palermo che (con la curatrice Francesca Baboni) ha selezionato le opere di Giulia Maglionico, Paolo de Cuarto e del duo Hackatao. In chiusura della collettiva, artista e galleria decidono di rendere l’arte vita. Trasformano Monna Lisa in una sagoma con un ovale da riempire: volti veri. Dalle 19 alle 23,30, oggi, tutti potranno prestare il volto per dire di no alla violenza di genere e decidere di “interpretare” a proprio modo la violenza. Di dire con gli occhi, con la potenza dello sguardo, come si oppone ai maltrattamenti. Fisici, psicologici, economici, verbali. Giulia Maglionico si limiterà a truccare di nero l’occhio dei volontari, per rendere i volti comuni simili a quelli della sua opera.

Così l’enigma secolare di Monna Lisa si potrà trasformare in una miriade di messaggi universali che non avrà bisogno di traduttori. Gli occhi specchio dell’anima, ci ricorda Cicerone. Un uomo. Ecco, appunto un uomo. E l’invito a metterci la faccia è sì per le donne, ma anche per gli uomini. Perché senza gli uomini, senza la loro convinzione, il loro apporto, il loro contributo la battaglia contro la violenza di genere non si vince. Guardare per credere. Perché le foto saranno tutte postate. Viaggeranno libere, forti, inarrestabili. Sui social. Sotto l’etichetta #youtoo. Perché tu, sì proprio tu, anche tu puoi fare qualche cosa per fermare la violenza. Fosse anche solo una foto. —

Ilaria Bonuccelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore