Il Tirreno

I cento anni di un eroe 

La maschera, la spada e il mito Zorro: tutto nero e sempreverde

Nicoletta Tamberlich
La maschera, la spada e il mito Zorro: tutto nero e sempreverde

La prima avventura del personaggio creato da Johnston McCulley uscì nell’agosto 1919

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Festeggia cento anni il cavaliere mascherato Zorro. Senza superpoteri, armato di cappa, sciabola e cappello a falde, personaggio a fumetti nato dalla penna di Johnston McCulley e baciato da un successo enorme, che ha propiziato la comparsa in film, serie Tv, spettacoli teatrali, videogame e ovviamente gli immancabili pupazzetti in scala. E poi, la maschera di Zorro è stata per decenni (e forse lo è ancora) una delle più gettonate fra i bambini per i giorni del Carnevale.

La prima avventura di Zorro venne pubblicata nell’agosto del 1919 all’interno della rivista “All-Story Weekly” e introdusse ai lettori la figura di Don Diego de la Vega, figlio del più ricco proprietario terriero della California all’epoca del dominio spagnolo (1769-1821). Disgustato dal comportamento dispotico dei governanti locali, diventa il giustiziere Zorro, abilissimo spadaccino e difensore dei più deboli. Dopo la sua prima avventura, “La maledizione di Capistrano” l’autore ha scritto altre 60 storie, facendo diventare Zorro (Volpe in spagnolo) uno dei primi eroi con mantello e spada nella letteratura americana. Fino a giungere ai giorni nostri.

Anche se la generazione che ruota tra i 30 e i 40 forse ricorda soprattutto Cristina D’Avena nella sigla italiana dell’anime in 52 puntate del 1994, già nel 1920 l’eroe mascherato conquistò il suo primo adattamento cinematografico – “Il segno di Zorro” con Douglas Fairbanks – che conobbe un grandissimo successo e contribuì a gettare le basi del franchise. Fu il primo di una lunga serie e grazie alla sua maschera molti attori trovarono la via del successo. Nel 1957 la prima serie televisiva della Disney, con Guy Williams, una serie che sembra non invecchiare mai. Era il 1966 quando le prime puntate resero popolari anche in Italia Don Diego de la Vega, il tenente Garcia ed il fido servitore muto Bernardo.

Zorro era ed è un intreccio assoluto. Al cinema tra i più noti attori ad aver interpretato l’eroe spadaccino dopo Douglas Fairbanks (1920), Tyrone Power (1940), Alain Delon (1975) e Antonio Banderas (due film, 1998 e 2005). Attualmente è in preparazione un progetto a Hollywood con l’attore messicano Gael García Bernal. E Quentin Tarantino ha in progetto una crossover Django/Zorro. Secondo alcuni siti oltreoceano il cineasta si starebbe occupando dello script del film assieme a Jerrod Carmichael muovendo dall’omonima serie a fumetti scritta dallo stesso Tarantino assieme a Matt Wagner alcuni anni fa e pubblicata da Dynamite Entertainment e DC Comics.

Tra i film europei da non dimenticare “Il sogno di Zorro” (1952) con Walter Chiari, ma anche “Il giuramento di Zorro” (1965) con Tony Russel, e la parodia “I nipoti di Zorro” (1968) con Franco FRanchi e Ciccio Ingrassia. e molti altri, impossibile citrali tutti.

Il poeta cileno, vincitore del premio Nobel, Pablo Neruda, ha dedicato a Zorro la sua opera unica. —

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