Gioco
“Tovaglia a quadri”, ad Anghiari il teatro insieme a una bella cena
ANGHIARI. Metti una sera a cena. Anzi a teatro. Un teatro fatto di buon cibo e vita quotidiana. E' la formula di “Tovaglia a quadri”, evento che si svolge dal 1996 fra le mura medievali di Anghiari, nella piazzetta del Poggiolino, come una cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate.
«Il nostro obiettivo – dicono gli autori Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini - è rovesciare gli stereotipi vernacolari per creare un rito collettivo, dove si mangia, si canta, si ride e si digerisce, una realtà locale con specchi e riferimenti a rapporti e relazioni universali. Il tutto senza mai rinunciare a sceneggiature che attingono ad un grande patrimonio di battute e di originale comicità toscana, che gli spettatori affezionati sanno ormai a memoria». Allora ci chiediamo: la signora che si affaccia alla finestra sarà un'attrice o quella è davvero la sua casa? Non ha importanza: è entrambe le cose. Un popolo di commedianti rinnova per un centinaio di felici e fortunati commensali la propria tradizione. Lo spettacolo di quest'anno, in scena da stasera al 19 agosto, ha per titolo “Viadotta” e racconta, come di consueto, una storia centrata su problematiche del nuovo millennio che si fondono con le tradizioni locali. «Le storie sono frutto di un capillare lavoro d'archivio – dicono gli autori - unito alle testimonianze degli abitanti, legate alla memoria di Anghiari, ai racconti dei nonni». Vicende di vecchia data restituite alla collettività con un sapiente lavoro di ricerca. —
Gabriele Rizza
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