Gioco
Al via il premio “Rotonda” con 52 artisti
Livorno, gli organizzatori: «Grande fatica per i pochissimi contributi». L’assessore Lenzi: «Nuove linee guida per il 2020»
LIVORNO. Il Premio città di Livorno, meglio noto come ‘Rotonda’, giunge alla sua edizione numero 66. Ed apre i battenti sabato 10 agosto, con l’attesa cerimonia di inaugurazione prevista per le 21.30 alla pinetina d’Ardenza. Dopo un anno di ‘purgatorio’, l’organizzazione è passata di nuovo nelle mani della storica associazione Ro-Art (presieduta da Roberto Russo), supportata nell’impegno severo da altre due belle realtà, Reset e Toscana Arte. «Io ho cinquantun’anni, - spiega l’assessore alla cultura del Comune, Simone Lenzi -, e credo di aver assistito ad almeno quaranta edizioni del Rotonda. Questo significa che la manifestazione, è ormai parte integrante della storia cittadina. Stiamo attraversando un momento nel quale è importante parlarne, bene o male che sia. Perchè il Premio necessita di un nuovo assetto, equilibrato e provvisto di gambe forti, che siano in grado di sostenerlo».
Lenzi, punta l’obiettivo verso il prossimo futuro. «Il desiderio è quello che possa andare avanti il più a lungo possibile, e per fa sì che questo avvenga a mio parere sono necessarie due cose. La prima, fondamentale, è che la gente accorra numerosa, lo frequenti, partecipi. La seconda, una volta chiusa l’edizione 2019, è fissare un incontro tra le parti interessate. Incontro progettuale, che possa garantire delle nuove linee guida. Occorre dare un nuovo indirizzo, tale da permettere percorsi organizzativi più agevoli, e maggiori possibilità di diffusione mediatica. In fin dei conti, l’importante non è soltanto fare le cose, bensì raccontarle a più persone possibile».
Roberto Russo, presidente e coordinatore del Premio, illustra alcune tra le novità più significative dell’edizione ai nastri di partenza. «L’assessore Lenzi - racconta - , mi disse una cosa verissima. Al Premio Rotonda, siamo tutti allenatori della nazionale. Perchè quando entriamo nella magica pineta, e osserviamo le opere esposte, ci sentiamo in grado di dare dei giudizi, esprimendo le nostre capacità di apprezzare l’arte nelle sue forme svariate».
52 gli artisti iscritti, ognuno dei quali presenterà parte della produzione più recente. «Abbiamo richiesto esplicitamente ai partecipanti, un aggiornamento del loro lavoro. In fin dei conti si tratta di un Premio, non solo di carriere, ma sopratutto alla bravura. Ognuno, avrà uno spazio a disposizione , totalmente esclusivo».
Maurizio Pupilli, vicepresidente Ro Art, e tesoriere dell’evento, evidenzia parecchi problemi. «A differenza degli anni passati, - sottolinea - la fatica per arrivare a questo punto, è stata tantissima. Siamo stati costretti ad aumentare i prezzi di iscrizione; gli artisti non erano d’accordo, ma purtroppo non abbiamo avuto scelta. Non è arrivato nessuno contributo. Niente dalle fondazioni, niente dalla vecchia amministrazione; soltanto qualche aiuto ‘da privati’, ma sono soldi che servono esclusivamente per i premi finali. Pertanto tutto è gravato sulle nostre spalle; è servita un’enorme opera di volontariato. Difficilissima». Tuttavia, nonostante le pesanti problematiche, lo sforzo profuso ha permesso di presentare 52 artisti (tra pittori, scultori e fotografi), e una bella serie di iniziative collaterali che sono state coordinate dall’esperto Massimiliano Simoni.
«La soddisfazione maggiore - dice il direttore artistico (ex Versiliana) - è quella di poter fare qualcosa per la mia città. Tra gli eventi, mi piace evidenziare la presenza del cantante ed amico Aleandro Baldi che è stato vincitore del festival di Sanremo».
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