Il Tirreno

LA NUOVA STAGIONE 

Al Nuovo Teatro Delle Commedie la casa dei festival: «Vogliamo essere un presidio culturale»

Gianni Tacchi
Al Nuovo Teatro Delle Commedie la casa dei festival: «Vogliamo essere un presidio culturale»

Livorno, produzioni di qualità, compagnie che arrivano dall’Australia e ci sarà anche il progetto di Michele Crestacci e Cespuglio

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LIVORNO. La filosofia è chiara: niente grandi nomi, niente mainstream, ma un grande lavoro sul territorio, reti e collaborazioni anche internazionali e lo spazio per diversi artisti di casa. «Facciamo il lavoro sporco», scherza
Francesco Cortoni, direttore artistico del Nuovo teatro delle commedie, presentando la prima parte della nuova stagione e spiegando che probabilmente la struttura rientrerà ancora tra gli spazi di residenza artistica riconosciuti dalla Regione. «Siamo un presidio culturale - prosegue Cortoni - da una parte vogliamo accompagnare gli artisti lungo un terreno fertile con la speranza di vederli poi spiccare il volo, dall’altra invece diamo ospitalità a chi si relaziona con un pubblico meno numeroso, ma questo non significa che stiamo parlando di spettacoli di scarsa qualità». E infatti il cartellone è davvero interessante, a partire dai due appuntamenti con il comico livornese Stefano Santomauro (Fake Club e Like) fino al coinvolgimento di una compagnia teatrale (Cuocolo Bosetti) che arriverà addirittura dall’Australia, da Melbourne, per lo spettacolo Imitation of love del 23 novembre. «Il Nuovo teatro delle commedie cresce anno dopo anno - interviene l’assessore alla cultura Simone Lenzi - la qualità delle produzioni è sempre alta e questo programma lo dimostra. Io ci sarò non solo da assessore, ma anche e soprattutto da spettatore devoto».

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FESTIVAL A TEATRO

La nuova stagione partirà sabato 12 ottobre con una festa a 360 gradi: prima il teatro comico d’autore con lo spettacolo Balkanikaos della compagnia pisana Guascone Teatro (ingresso gratuito), poi la danza swing, la milonga, il cabaret e infine - da mezzanotte in poi - il ritorno del dj set. Ad aprire la programmazione sarà invece uno dei festival in programma, lo Sharing lab, arrivato alla quinta edizione e nato per sviluppare i laboratori: il primo appuntamento è fissato per il 18 ottobre, quando la compagnia napoletana Nest Napoli Est porterà sul palco Non plus ultras, un’indagine sulla mentalità degli ultrà portata avanti all’interno della curva partenopea dopo la tragica morte del tifoso Ciro Esposito. «All’interno dello Sharing lab - aggiunge Cortoni - ci sarà anche un focus sull’adolescenza, oltre al progetto Merdrè x 2 con Michele Crestacci e Alessia Cespuglio tra gli altri, una nuova produzione che punta a far riflettere sul potere». L’altro festival è invece il Little bit, in agenda tra la seconda metà di novembre e la prima di dicembre, con eventi dedicati ai linguaggi contemporanei: qui l’organizzazione è firmata non solo dall’associazione Pilar Ternera, che gestisce proprio il Nuovo teatro delle commedie, ma anche dal collettivo Mo-wan teatro, con il direttore Alessandro Brucioni che parla dell’«importanza delle reti locali, nazionali e internazionali nel costruire un calendario del genere».

DAI COMICI AI PIÙ PICCOLI

Oltre ai due festival, nella prima parte della nuova stagione ci sarà spazio anche per il teatro comico d’autore, con i due show di Santomauro (9 e 16 novembre) e con altri appuntamenti interessanti tra ottobre e dicembre. «Santomauro sta girando mezza Italia con i suoi spettacoli e sarà nuovamente con noi - interviene ancora Cortoni - le produzioni sono nostre, gli stiamo dando una mano anche a costruire il suo terzo lavoro: si chiamerà Sex». E in via Terreni, da novembre ad aprile, ogni domenica pomeriggio tornerà anche il teatro per ragazzi, ancora in collaborazione con il Goldoni: si partirà il 10 novembre con Gretel e Hänsel, produzione del Teatro delle briciole di Parma. «Ogni spazio ha la sua vocazione - chiude Marco Leone , direttore della Fondazione Goldoni - qui possiamo lavorare con spettacoli del genere e quindi con i più piccoli, al Goldoni spettano invece la prosa e il mainstream. Purtroppo a Livorno manca un teatro medio, un teatro di ricerca e sperimentazione».

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di Redazione web