Il Tirreno

"Ciao Fabri", l’omaggio a Frizzi riunisce decine di artisti all’Arena della Versilia

Daniela Marzano
Fabrizio Frizzi (1958-2018) e Mogol, Valeria Solarino, Mirkoeilcane e Franco Di Mare che saranno fra i protagonisti della serata
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Fabrizio Frizzi (1958-2018) e Mogol, Valeria Solarino, Mirkoeilcane e Franco Di Mare che saranno fra i protagonisti della serata

Presentata l’iniziativa del 25 agosto che potrebbe diventare un appuntamento fisso

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MONTGNOSO. Non vuole essere una commemorazione “Ciao Fabri”, o un addio a un grande conduttore televisivo, Fabrizio Frizzi, ma ha tutto il sapore di un arrivederci e di un appuntamento che ha le premesse per diventare fisso negli anni a venire. Domenica 25 agosto, nel nuovo spazio concerti dell’Arena della Versilia del Cinquale di Montignoso, alle ore 21, si svolgerà l’evento dedicato a Fabrizio Frizzi, il primo grande tributo da parte di chi, come racconta Simone Barazzotto, fondatore della Nazionale Basket Artisti e anche ideatore dell’evento, lo ricorda come «un uomo splendido, sempre con il sorriso sulle labbra, che ha speso tutto se stesso non solo per la tv, ma anche per il cinema, la musica, lo sport e il teatro». L’amatissimo conduttore di un centinaio di spettacoli che hanno fatto la storia della TV di Stato, scomparso prematuramente l’anno scorso a soli 60 anni, riceverà un tributo da parte di molti personaggi come Paolo Belli & Big Band, Daniele Battaglia, Valeria Solarino, Samanta Togni e Samuel Peron, Paolo Vallesi, Andrea Mingardi, Marco Marzocca, Roberto Ciufoli, Stefano Nosei, Giorgio Borghetti, Gianni Ippoliti, Cecile e tanti altri che probabilmente si aggiungeranno all’evento all’ultimo.

Nel corso della serata verranno assegnati per la prima volta anche cinque “Premi Fabrizio Frizzi”, uno per ogni settore di spettacolo, scelti da una speciale giuria il cui presidente è Mario Maffucci, storico dirigente di Rai Uno. Per la televisione verrà premiato Franco di Mare di Unomattina, per il cinema Valeria Solarino, per la musica Mirko e il cane, mentre per lo sport e il teatro ancora stretto riserbo. Grazie agli sponsor della Nazionale Italiana Cantanti, la Nazionale Basket Artisti, Octopus Music Factory, e dell’agenzia di comunicazione Edempg, con il contributo di altre imprese, l’incasso della serata sarà devoluto alla “Fondazione Piemontese per la Ricerca sul cancro onlus di Candiolo”, senza escludere, come ha detto l’organizzatore, che un piccolo contributo possa anche essere destinato al Comune ospitante per venire incontro alla sistemazione degli edifici scolastici. Nella conferenza stampa di ieri presso l’Arena della Versilia, oltre al direttore generale della nazionale italiana cantanti Gianluca Pecchini, Simone Barazzotto fondatore della nazionale basket artisti e ideatore dell’evento in collaborazione con Fabio Frizzi (il fratello di Fabrizio del quale è stato trasmesso un contributo video), Paolo Gardani della Edempg, il direttore dell’Arena della Versilia Federico Sermattei, il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti con l’assessore Giorgia Podestà, era presente il grande Giulio Rapetti, in arte Mogol, che ricorda come «Fabrizio era dolce e garbato, di come illuminava la scena senza diventare mai un personaggio principale».

«Era un nostro amico - aggiunge Mogol - ha presentato 20 partite del cuore e da parte mia, che ho fondato la Nazionale Cantanti, era doveroso essere presente. La Nazionale Cantanti è sempre stata una squadra di volontariato, nata per caso quando ricevetti una richiesta di organizzare un concerto per raccogliere soldi per un’ambulanza che si era rotta. A me venne l’idea di fare una “Partita del Cuore” e arrivarono 20 mila persone. Due anni dopo nacque la Nazionale cantanti e siamo arrivati fino a 80 mila persone. Arrivammo anche ad una impresa impossibile con Gianluca Pecchini, organizzando nel 2000 una partita contro israeliani e palestinesi insieme. La soddisfazione di vedere Shimon Peres insieme a Yasser Arafat è stato unico e non è più successo».

Paolo Gargani della Edempg non ha mai conosciuto invece Frizzi, ma contattato da Barazzotto non ha potuto sottrarsi: «Uno muore quando se ne perde il ricordo. Io condivido l’approccio etico e morale che ha portato Fabrizio Frizzi e questa manifestazione lo rappresenta in pieno».

Pecchini intanto continua a comporre e scomporre la sua squadra, che a volte cela, dietro nomi importanti della canzone vecchi e nuovi (come non ricordare Masini, Ramazzotti, Antonacci, Ruggeri, Morandi o Libague), esperienze calcistiche pregresse che si rivelano vincenti durante la partita.
 

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di Redazione web