Gioco
Le ossa di Dante fra Ravenna, Firenze e le firme online
Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Inferno XXVI). È una delle innumerevoli citazioni al vertiolo che l’esule Dante Alighieri fa nella Divina Commedia della sua amata e odiata Firenze. La città natia che lo cacciò, esiliato nel 1301 dai Guelfi Neri, lui Guelfo Bianco. E non vi poté mai più fare ritorno. Né con le buone né con la forza. Vagò fra Roma, la Lunigiana, la Romagna fino a fermarsi a Ravenna dove morì di malaria il 14 settembre del 1321. E nella città romagnola riposano da quasi 700 anni le sue ossa. Ora succede che Firenze voglia riportare quelle ossa “a casa” in vista delle celebrazioni del 2021, ma anche, forse, per sempre. E Ravenna? Ravenna chiaramente non ci sta ed è stata lanciata in queste ultime ore una petizione online: le ossa di Dante non si muovono da qui. Si annuncia una disputa, magari a colpi di “dotti” post, che probabilmente farà (una volta di più) rivoltare nella tomba il Sommo Poeta. Anzi, le sue ossa. —
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