Gioco
Ciao Pisu, eri l’amico di tutti noi Dal cinema d’autore a Provolino
Il successo con “L’amico del giaguaro”, poi tanti programmi tv, film e teatro Insieme a Greggio condusse Striscia la Notizia, per anni visse in Toscana
BOLOGNA. È morto in un hospice vicino alla sua Bologna, Raffaele Pisu. Aveva 94 anni ed è stato uno dei volti più popolari della tv degli anni sessanta. Ma è stato anche un attore infaticabile che, al teatro come al cinema, ha saputo alternare ruoli brillanti e drammatici.
Una voce riconoscibile che in radio ha fatto divertire generazioni di italiani. E un uomo nella cui vita i colpi di scena non sono mancati, come in un appassionante copione che ha caratterizzato anche gli ultimi anni della sua vita.
Nato a Bologna nel 1925, con il nome di Guerrino, è stato partigiano e internato in un campo di concentramento in Germania per 15 mesi. «Sono stato ospite di Hitler», amava ricordare non perdendo mai il gusto per la battuta. Finita la guerra, l'Italia aveva soprattutto bisogno di ridere. E Raffaele Pisu cominciò a farlo, animando numerosi programmi radiofonici, prima su Radio Bologna, poi sulla Rai. Il grande successo arrivò con gli sketch dell'”Amico del Giaguaro”, con Gino Bramieri e Marisa Del Frate, un cult della televisione in bianco e nero degli anni Sessanta.
Seppe passare da ruoli comici a parti drammatiche come in '”Italiani brava Gente” e “Le conseguenze dell'Amore” di Sorrentino. Si è inserito nella memoria collettiva dei bambini anni Settanta con il pupazzo Provolino e si è fatto conoscere alle nuove generazioni presentando Striscia la Notizia all'inizio dei novanta, con Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo, mantenendo sempre il suo modo istrionico e sarcastico. Nei suoi ultimi anni, la vita gli ha riservato tanti colpi di scena: come quando una diagnosi rivelatasi poi sbagliata gli annunciò di avere pochi mesi di vita e lo portò alla decisione di trasferirsi ai Caraibi. «Quelli che mi hanno diagnosticato la malattia sono tutti morti», scherzava pochi mesi fa.
Un ultimo clamoroso colpo di scena tre anni fa, quando un uomo di 49 anni si presentò alla sua porta con una lettera. La madre Angela, in punto di morte, gli aveva rivelato che Raffaele Pisu era suo padre. Paolo Rossi Pisu, produttore cinematografico, era infatti nato dalla relazione nata sul set del film “L'ombrellone” di Dino Risi a Riccione. Raffaele Pisu non solo lo ha accolto e riconosciuto, il figlio regista Antonio, insieme al “nuovo” fratello Paolo, ha fondato la casa di produzione, che ha chiamato Genoma,che ha prodotto l'ultimo film che ha visto l'attore sul grande schermo, “Nobili bugie”, dove Pisu recita al fianco di Claudia Cardinale e Giancarlo Giannini. Pisu per diversi anni è vissuto anche in Toscana, in una villa che aveva acquistato a Massa e Cozzile.
«Addio Raffaele, compagno di avventure agli inizi di Striscia. Con te se ne va un pezzo della tv storica che ti ha visto protagonista con Bramieri e Del Frate. Mi resteranno nella memoria i tuoi colpi di follia, quello stile tutto tuo e le tante serate passate insieme». Ezio Greggio omaggia così il collega e amico. Per due stagioni, a partire dal 1990, ha condotto con Ezio Greggio il tg satirico di Antonio Ricci.
Tra i tanti episodi che Greggio ricorda, uno lo ha scolpito nella memoria: «una sera Pisu - dice - sotto ad un acquazzone arriva a Striscia coi capelli viola. “Raffaele ma che ti è successo?”. E lui “In che senso?”, “Hai i capelli viola”. La moglie, ricorda Greggio gli aveva fatto una tinta poco prima ma le piogge acide avevano fatto reazione sui suoi capelli che da grigio scuro avevano virato al viola. «Fece la puntata con un cappellaccio che coprì la magagna.
Da allora quando pioveva venne in studio con un impermeabile col cappuccio». «Ciao mattacchione», dice Greggio esprimendo «condoglianze alle “tue famiglie”». —
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