Finanza
Stati e cittadini collaborino contro le isole di plastica
Isole di plastica: un incubo più grande anche degli Stati Uniti. La coordinata di oggi parte dagli oceani per arrivare fino al Mediterraneo. Vi dicono niente “Pacific trash vortex” o “Indian ocean garbage patch”? Beh, dovrebbero. Infatti, non sono altro che due dei sei nominativi delle isole di plastica più grandi del mondo.
Una zuppa di cannucce, bottiglie e bastoncini cotonati che avvelenano le nostre acque. La Pacific Trash Vortex è il più grande accumulo di spazzatura galleggiante che, nella migliore (?) delle ipotesi, è vasta quanto la Penisola Iberica. Tale realtà, così pericolosa e misera, non è solamente relegata agli oceani. Di recente è stata denunciata la presenza di un’isola di plastica tra l’isola d’Elba e il corno della Corsica.
Umberto Mazzantini, esponente storico Legambiente Arcipelago toscano, e Giampiero Sammuri, presidente del Parco, hanno affermato: «Facciamo partire qui la battaglia alla plastica in mare. L’Elba si deve subito adeguare alle direttive dell’Unione europea per diminuire l’uso di questi materiali che stanno invadendo gli oceani e i mari».
È inevitabile constatare la gravità della situazione mondiale. È in gioco la salute del nostro pianeta e, di conseguenza, pure la nostra. È necessaria una forte collaborazione tra gli Stati e gli addetti ai lavori ma anche, e assolutamente, di tutti quanti noi. —
Festambiente
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