Il Tirreno

scrosci sul palco

L’immortale magia della Butterfly molto più forte della tempesta

Ilaria Bonuccelli
L’immortale magia della Butterfly molto più forte della tempesta

Sabato sera a Torre del Lago gli spettatori hanno sfidato il maltempo e atteso pazientemente l’inizio dell’opera di Puccini. Voglia di bellezza 

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Esiste un teatro, a Torre del Lago, pieno di difetti e di umane imperfezioni. È capace, però, di inaspettate magie. Combinazioni, per chi non ci crede. La luna sulle scenografie. Il vento che accarezza la musica, i bagliori di lago. Puccini fa sentire la sua presenza nelle serate di recita. Vigila su Tosca, Manon, Mimì. Sabato sera, nella bufera il teatro si è superato. Alle 21, si scatena il temporale. Piove a scrosci sul palcoscenico: la casa di Madama Butterfly galleggia, ridicola, con il suo rigore giapponese. Tuttavia, lo scenario non resta spettrale a lungo. Il tempo di riprendersi dalla sorpresa: la buriana sembrava passata, dopo la tregua di una mezz’ora concessa dal maltempo. Gli spettatori riappaiono. Avvolti in esili impermeabili di plastica, equipaggiati con ombrelli o con protezioni improvvisate. Passo fermo e gocce di pioggia sul viso: in marcia nella stessa direzione. Attratti verso la platea da un invisibile pifferaio magico. Varcare l’ingresso del teatro è stato indispensabile. Incantarsi anche. A guardare le persone accalcate, in attesa della musica. L’orario passato da un po’. Occhi al cielo. Oppure agli smartphone. “Fra poco passa”; “Ora cala”. Gli annunci: «Stiamo valutando con le autorità se andare in scena». Il personale del teatro che approfitta della pausa degli scrosci per asciugare (per la seconda volta in un’ora) migliaia di seggioline, il palco, per riportare in buca gli strumenti. Il pubblico che non si schioda. Che rinuncia al rimborso del biglietto o a spostare la data della recita, le opzioni proposte dal teatro. Vuole ascoltare Puccini. È lì per quello. Ci crede. E aspetta. Sa che come in tutti i grandi teatri all’aperto, l’organizzazione può ritardare per maltempo l’inizio dello spettacolo. All’Arena di Verona si danno 150 minuti di ritardo sull’avvio quando piove (e non prevedono rimborsi dopo l’inizio); allo Sferisterio di Macerata 120 minuti; a Torre del Lago 90 minuti. Solo che a Torre del Lago c’è Puccini. E Puccini protegge Cio cio san. InfattiMadama Butterfly va in scena, alle 22,36. Il finale bagnato da alcune gocce. C’è chi dice di pioggia. Altri giurano di commozione. Può accadere a un pubblico che puoi trovare nei teatri internazionali. Pubblico capace di aspettare un’opera sotto la pioggia. Di aspettare la bellezza. Questo dà speranza.


 

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