Sicurezza
«Belardo è un uomo sincero bello e contrastato: vi stupirà»
Occhi azzurri e sguardi obliqui scherza col collega Orlando e glissa sulle novità: «non si ripercorrono strade battute, ci sono nuovi sviluppi»
La scommessa di interpretare un Papa giovane, bello, ambiguo e autoritario, con sigarette e battute taglienti sempre a portata di mano, è ormai stravinta.
Così Jude Law, con i suoi sguardi azzurri e obliqui, può anche permettersi di prendere in giro il collega di set Silvio Orlando che nei suoi confronti ostenta, scherzosamente, una certa insofferenza.
«Quando siamo andati a vedere la Cappella Sistina - racconta l’attore napoletano - c’era un mare di turisti con gli occhi puntati in alto. Poi è sbucato Jude, e, come d’incanto, tutta quella folla ha spostato lo sguardo su di lui».
Colpito, ma non affondato, Law ribatte: «Sono stato a Venezia un paio di settimane, c’era una signora delle pulizie che per tutta la permanenza mi ha chiesto solo di Orlando. Davvero. Mi sono sentito una nullità».
In che modo è cambiato il suo personaggio in questa seconda serie?
«Non posso dare risposte nette perché rovinerei le sorprese di The New Pope. La storia inizia da dove era stata chiusa, ma non si ripercorrono strade battute, ci sono nuovi sviluppi, nuovi personaggi e nuovi territori d’azione.
Ricordiamo comunque che Lenny Belardo è un uomo pieno di contrasti. Nel momento in cui cerca di capire se i suoi sono effettivamente miracoli oppure semplici coincidenze, si interroga con grande onestà, alternando fasi in cui riposa sugli allori ad altre, in cui è attraversato dai dubbi».
Quali sono i suoi punti di forza?
«Lenny non sa mentire, se afferma una cosa è perché ci crede profondamente. Certo, ha un grande potere, ma questo significa avere anche grandi responsabilità».
Che cosa le piace soprattutto di Lenny Belardo?
«A mio parere è un personaggio magnifico, definito dalle sue contraddizioni, interpretarlo è stata un’occasione straordinaria per poterlo apprezzare a tutto tondo. Affrontarlo, da attore, significa cercare di essere all’altezza del modo in cui è stato scritto».
Che cosa ha significato per lei lavorare per tanto tempo in Italia?
«Ogni volta che torno qui provo sempre grande piacere. Il mio primo ruolo risale a un tour teatrale di quasi venticinque anni fa in Italia. Il vostro è un Paese con tanti lati diversi, lavorare qui mi ha offerto la possibilità di scoprire aspetti che non conoscevo».—
F.C.
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