Il senso di una macchia rossa, l’arte invade Torano il borgo della creatività
Carrara, la mostra fino al 13 agosto Dall’aborto alla violenza di genere la donna al centro delle installazioni
Il pubblico delle grandi occasioni ha assistito al taglio del nastro della ventunesima edizione di Torano Notte e Giorno, la rassegna d’arte della frazione di Carrara dedicata quest’anno al tema della sopravvivenza e accolta da 600 gabbiani sospesi in cielo, sopra la piazzetta principale del paese apuano: tutti bianchi tranne uno rosso acceso, a mostrare la purezza della libertà squarciata da una macchia di furia omicida.
Parte così la kermesse culturale e di arte contemporanea che si propone di coniugare e di abbracciare non solo il linguaggio del marmo ma ogni forma d’arte e ogni tipo di materiale, dal polimero sintetico al filo spinato, al mosaico, al legno.
E una macchia rossa, opera dell’artista pratese Beatrice Gallori, è tra le protagoniste della mostra che si snoda tra le vie del piccolo paese, posto tra cave di marmo e città: tributo che ormai la manifestazione toranese riserva in ogni edizione alla violenza di genere, come un urlo di dolore e di denuncia. Quest’anno, a rubare la scena tra le oltre cento opere e installazioni, c’è anche la provocazione dello scultore carrarese Michele Monfroni dal titolo “Aborto? No, voglio sopravvivere”: una statua di donna in stato interessante, con sul ventre una finestra da cui compare un bambino, mentre sotto il ventre compare un organo genitale maschile. Davanti alla donna, in cinque teche c’è un embrione che cresce e nell’ultima compare una croce e la pillola RU486: «Per me la vita c’è sin dall’inizio – spiega Monfroni – la vita c’è già, lui vuole sopravvivere, è vita che vuole sopravvivere, mentre l’organo genitale maschile ricorda il fatto che è l’uomo che feconda».
La macchia rossa di Gallori invece, nata su commissione dell’Assessorato delle pari opportunità di Prato, trae spunto dalla macchia rossa di Curzio Maltese: «Lui dice che in ogni città dovrebbe esserci una macchia rossa per ricordare la violenza e io l’ho declinata in violenza contro le donne», racconta l’artista pratese che vanta numerose collaborazioni con gallerie italiane e straniere e che lega la sua visione artistica allo studio sul movimento delle cellule: «Studiare le cellule mi dà la possibilità di fare indagini sul comportamento umano – dice – essere artista è un lavoro duro, ci vuole forza e spero che la mia opera sprigioni questo: forza ed energia positiva».
Si aggira per le stradine del paesino anche “#5” che gioca con uno smartphone e un videogame, creato da Giovanni da Monreale, l’urban artist che sta omaggiando le città italiane, da Genova, a Torino, a Pietrasanta, Lucca, Milano, di opere raffiguranti ragazzini con un numero sulla spalla, la loro età, e immersi nei loro smartphone, perché diventino spunto di riflessione sull’uso eccessivo della tecnologia.
Colpiscono molto anche i due giganti, alti più di 3 metri, di Pablo Damian Cristi “Re- Velos”, un tempo due tronchi di eucalipto trovati per le strade di Rosario, e oggi raffiguranti l’anima dell’artista che cerca di sfilarsi via i vincoli della società.
Quando l’arte omaggia lo scarto, la scaglia, il passaggio ultimo della escavazione del marmo, questo si può trasformare in una bella opera originale, proprio come è accaduto a “Bad-one”, quello cattivo, pannello di 2,70 metri per 2,60, composto da scaglie bianche apuane e diventato un bel mosaico. A Torano Notte e Giorno il Collettivo Opus Tassellatum, il gruppo di artisti che ha seguito il corso di mosaico tenuto a Carrara presso il laboratorio e la Galleria di Tabularasa, sotto la sapiente guida del loro insegnate Juan Carlos Allende, mette in mostra il suo lavoro: «Scaglie – spiega Allende – che abbiamo impreziosito con tessere in pasta di vetro e tessere in oro: c’è un nucleo centrale da cui partone le scaglie sormontate dalle tessere che diventano come una cucitura, come se si potesse ricucire la montagna».
La mostra a cielo aperto – curata da Emma Castè insieme al Comitato Torano Notte e Giorno – resterà visitabile fino al 13 agosto.
“Torano Notte e Giorno” la rassegna d’arte contemporanea nel borgo vicino a Carrara con le opere di 27 artisti durerà fino al 13 agosto
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