Il Tirreno

LA KERMESSE 

Radicondoli si fa arte Una scorpacciata estiva di teatro, musica e libri

G.R.

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FIRENZE. Ritorna il Festival di Radicondoli, diretto da Massimo Luconi, che quest'anno tocca le 33 primavere. Da oggi al 4 agosto Radicondoli e il suo territorio diventano un solo grande palcoscenico en plein air, affollato di spettacoli, monologhi, performance, concerti, proiezioni, letture poetiche, trekking teatrali, testimonianze, presentazioni editoriali, laboratori.

Sono 25 gli appuntamenti in cartellone che ruotano sul tema della “Marginalità”, intesa nel suo significato più ampio, espressione cioè di voci fuori dal coro, che parlano da punti di vista diversi. Lo stesso Luconi apre il festival questa sera con «Il pianeta dei naufraghi», con 15 protagonisti di biografie e geografie diverse, che incrociano le loro storie e le loro lotte per la rivendicazione dei diritti di base: dall’Africa ai nativi dell’America Latina, dalla guerra in Libia ai bambini schiavi del boom economico asiatico, un progetto che ha visto coinvolti gli abitanti di Radicondoli e un gruppo di profughi richiedenti asilo. Spiccano poi il concerto “La rubia canta la negra” di Ginevra di Marco e Francesco Magnelli dedicato a Mercedes Sosa; la performance della ballerina anglo israeliana Yael Karavan, “I was dead then alive”; il tributo a “Rocky Marciano: un campione a bordo ring” a 50 anni dalla morte, di Lisa Capaccioli, con Francesco Dendi: il teatro inchiesta di Ulderico Pesce, sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro; Arianna Scommegna che accompagnata dalla fisarmonica di Giulia Blasi ripercorre le canzoni di Pietro Ciampi; “Ombre folli” di Franco Scaldati con Enzo Vetrano e Stefano Randisi; Mariangela Gualtieri in un trekking poetico “Bello mondo lungo il paesaggio toscano”; Lino Musella che interpreta i sonetti di Shakespeare, "traditi" in napoletano da Dario Jacobelli: Federica Fracassi che interpreta il testo di Concita de Gregorio "Dora pro nobis", la lettura poetica di Laura Marinoni e Mascia Musy che dà voce alla “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Aleksievic. —

G.R.

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