Gioco
Le magie di Sestini, dodici foto dall’alto: la costa come non l’avete mai vista
Dal 24 luglio omaggio in edicola, il grande fotografo: «Le ho scattate con una macchina molto particolare»
Massimo Sestini è un fotografo di gran razza. Le sue immagini hanno fatto il giro del mondo, ricevendo i riconoscimenti più prestigiosi. Una per tutte, la sua foto dall’alto del barcone carico di migranti al largo delle coste della Libia, diventata un’icona del racconto delle traversate della disperazione nel Mediterraneo, che ha vinto il “World press photo” nel 2014. Portano la firma di Sestini le 12 fotografie di “Pianeta Toscana” che da domani saranno regalate ai lettori del Tirreno nella fascia costiera della Toscana, da Carrara a Grosseto. 12 immagini uniche, realizzate con una tecnica d’avanguardia, che offriranno ai lettori una visione mai vista prima di altrettante zone della nostra regione. Il titolo del ciclo fotografico è una suggestione: serve per spiegare che la Toscana, vista così, assomiglia davvero a un pianeta.
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Che cosa entrerà nelle case dei lettori del Tirreno?
«È un progetto nuovo di fotografia immersiva a 360 gradi, con immagini dall’aspetto sferico che pongono al centro dell’attenzione una zona precisa, non facendola vedere come ormai si è abituati a vedere, per esempio con Google Earth, dall’alto, ma con una sfericità su un punto preciso, ad esempio una spiaggia all’Elba, e con tutto il mondo che le gira intorno...».
Come le ha scattate?
«Con una macchina molto particolare con più obbiettivi a 180 gradi, che unisce le immagini in una sfericità. Le riprese le ho fatte da un elicottero».
Elicotteri, aerei…Massimo Sestini ricorre spesso a questi mezzi.
«Sì, perché amo fotografare dall’alto. L’altezza offre una prospettiva diversa che fa vedere le cose come non si vedono».
Quando ha iniziato a fotografare dall’alto, arrivando a fare foto che sono diventate famosissime?
«Ho adottato questo modo di fotografare già agli inizi della mia carriera, con le stragi di mafia, Falcone, Borsellino, le ho fotografate tutte dall’alto. In questo modo si vedono le cose in una maniera talmente incredibile che a volte non sembra neppure la stessa cosa che uno vede ad altezza d’uomo. Se si fotografa un soggetto in pianta zenitale, quindi dall’alto e perfettamente perpendicolare, si ha un punto di vista completamente differente. La stessa cosa non è mai come sembra».
E l’opposto? Si fotografa anche da “sotto”?
«Certo. Ho fatto tante foto da sott’acqua, da sotto terra. Per esempio una volta che dovevo raccontare un soccorso sotto la neve, ho invertito la prospettiva: ho fotografato come se io fossi stato sepolto dalla valanga, il cane che scava, i pali piantati nella neve attorno alla zona in cui scavare…La prospettiva che non ti aspetteresti, quella che ho sempre voluto adottare con il mio lavoro. A volte sono foto che sfidano l’impossibile».
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Torniamo alle immagini che verranno regalate con il giornale, cosa ha visto mentre le catturava dall’elicottero?
«Ho potuto vedere il contesto che circonda ogni area che ho fotografato. Già il fatto di vederla dall’alto la rende diversa, fare un bagno a Rosignano, per esempio, normalmente consente di vedere l’acqua, la spiaggia, ma non fa rendersi conto di quanto la chiazza di sabbia bianca sia grande, come la si può vedere dall’alto. Utilizzando questa tecnica si inserisce nell’immagine tutto quello che è intorno al soggetto, lo si contestualizza due volte, la prima perché è al centro della foto, la seconda perché tutto intorno si vedono i confini del pianeta».
Sestini, a lei piace fotografare la Toscana?
«Certo che amo fotografarla, perché è una delle regioni più belle del mondo, e io il mondo l’ho girato in lungo e in largo, ma quando si tratta di prendere la macchina fotografica in mano questa regione è inimitabile. Un soggetto come non ce ne sono altri, e non solo perché ho qui le mie radici. Alcune delle mie prime foto, per me indimenticabili, le ho scattate proprio in Toscana, nelle cave di Carrara per un reportage per Epoca. Un luogo incredibile, allora come oggi». –
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