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Surf, kite, sup: ora in spiaggia si fa sport

Irene Arquint
Surf, kite, sup: ora in spiaggia si fa sport

Dalla Versilia alla Maremma sono sempre di più gli appassionati che rinunciano al relax e sfidano le onde e il vento

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Da sole a sole – dicono i figli di “Un mercoledì da leoni” – da luce a luce, senza orari come i contadini. Il surf arriva in Versilia nell’immediato secondo dopoguerra. Con gli americani. Che espugnata la Linea Gotica cercavano di domare le onde in quella che allora era una landa desolata di fronte alla pineta di D’Annunzio, a Marina di Pietrasanta. Tornarono negli anni Sessanta, mentre le nobildonne che in estate frequentavano la Versilia prendevano le onde con lo zirello – una tavoletta in legno – e andavano in barca a vela.

Anna Corsini, Elettra Marconi furono delle antesignane degli sport d’acqua. «Fu con gli anni Ottanta, però, che il surf prese piede in Versilia – racconta Silvano Dazzi, aka Sciamano – fino a farla definire la California dell’Italia, perché qua il mare è semplice e la frequenza delle onde durante l’anno è tale da poter scendere in acqua spesso». Tanto che da queste parti, fra Viareggio e Forte, i giorni di onde utili arrivano a toccare le doppie centinaia.

E poi il wind surf da fine anni Settanta con i primi ten cate in Darsena a Viareggio ed è boom. Fino a una ventina di anni fa, anche se il gusto per il loop e lo scarroccio sta riprendendo piede, mentre ancora va di moda remare in piedi sul sup (stand up paddle) e giocare a beach volley o a racchettoni sulla sabbia, per poi azzardare evoluzioni con il kite (ma non in stagione balneare).

Diventa quindi pressoché scontato trovare in zona grandi maestri e scuole o campi da beach. Molti i ritrovi e i personaggi ancora desiderosi di trasmettere segreti che in Versilia hanno contribuito a rendere il surf uno sport acquatico da leoni: Alessandro Dini (fondatore nel 1986 della Federazione Italiana Surf a Viareggio), il bagno Wanda a Marina di Pietrasanta per anni condotto da Ario Bertacca pioniere del surf in Italia, Michele Puliti “shaper” pietrasantino che oggi realizza tavole artigianali per chi desidera un pezzo affidabile con cui affrontare il mare, il Nimbus a Marina di Pietrasanta (primo club di surf con base nautica nato in Italia nel 1993) ex base marina della colonia della Richard Ginori dove per grandi e piccini qualsiasi sport acquatico diventa praticabile, David Dinelli che fa il bagnino all’Amedea a Viareggio (punto di ritrovo insieme al Martinelli del popolo che viaggia con il vento), il club velico a Forte dei Marmi.

Il kite arriva negli anni Duemila trovando breccia a Vada e Castiglione della Pescaia, dove a differenza della Versilia protetta dalle Alpi Apuane, non c’è ostacolo per le scorribande del vento. Intanto al Nimbus (dove a giugno si è tenuto il raduno nazionale dei Sup) per tutta l’estate terranno corsi sui vari sport legati al mare, in attesa che il 28 luglio si tenga la settima edizione della Vintage Cup (regata velica riservata alle derive d’epoca classi A e U anni Cinquanta e Sessanta), ad agosto la Surf Hero dedicata ai ragazzi, il 14 settembre una Surf Jam, per terminare il 4 e 5 ottobre con la regata Windsurfer, classe storica anni Settanta tornata in auge da un triennio grazie al sapiente restyling delle vecchie tavole. —

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