Il Tirreno

FORTE DEI MARMI

Hully gully, Negroni e Foxtrot: novant’anni di Capannina raccontati dal patron Guidi

Adolfo Lippi
Gherardo Guidi posa davanti alla Capannina con il libro dedicato al locale (foto Ciurca)
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Gherardo Guidi posa davanti alla Capannina con il libro dedicato al locale (foto Ciurca)

Nel libro di Gianluca Tenti la storia del locale che Mussolini chiuse perché gli "frastornava" la figlia Edda

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La Capannina al Forte dei Marmi, tempio spettacolare della vacanza balneare, festeggia novantanni con un libro. Edito dal Gruppo Editoriale, scritto da Gianluca Tenti su ricordi e racconti di Gherardo Guidi, patron del locale, il libro è un pittoresco, colorato revival di mondanità versiliese. Ma si potrebbe dire italiana poiché da lì sono passati la storia, da Edda Ciano ai Kennedy a Renzi, la cultura da Malaparte a Montale e Ungaretti, il cinema da Fellini a Pupi Avati, da Mastroianni a Gassman, e di sicuro la canzone importante da Edit Piaf a Grace Jones, da Ray Charles a Massimo Ranieri che, nel prossimo fosforescente agosto, canterà la celebrazione dei novant’anni.

Ieri (sabato 20 luglio), il cerimoniere Gigi Marzullo, ha presentato il volume, ha tagliato il nastro con le sue note battute che hanno reso ovattate le mezzanotti Rai 1. Alla presenza di giornalisti, fotografi, personaggi vip, il libro s’è umanizzato nelle struggenti storie evocate da Guidi che prese le redini dalla mitica famiglia Franceschi, quella che creò e portò la Capannina al successo nell’anteguerra, nella guerra, nel dopoguerra, dando modo a schiere di bagnanti dorati, dagli Agnelli ai Moratti, dal play boy Baby Pignatari ai principi Pacelli, dai Borbone ai principi Ruspoli, di farsi uno sciacquo nel bagnasciuga, spizzicare polpettine, sorseggiare Negroni, flirtare con le bellissime al bridge, darsi alle danze palpeggiate dal fox trot all’hully-gully, dove di esibì la Ruffo di Calabria poi regina del Belgio.

La Capannina, oggi frequentatissima da migliaia di ragazzine in short, elettrizzata da quel mandrillo che è Jerry Calà, ebbe, come la natura, varie epoche. Vi fu l’epoca degli aristocratici con il conte Nuvoletti poi Agnelli, l’epoca degli americani con il pugile Ray Sygar Robinson che si allenava in pista per il campionato del mondo. Era l’epoca degli industriali arrembanti, dai Marzotto ai Benelli del Superiride, l’epoca dei cinematografari coi Vanzina che vi girarono “Sapore di mare” deliziati da Virna Lisi ed Isabella Ferrari, l’epoca attuale della popstar Elettra Lamborghini lanciata da Morgan.

E pur restando tradizionalmente addobbata di poltrone e mobiletti e divani anni ’50, la Capannina mantiene il proprio fascino lasciandosi scenograficamente retrò, non teme i tempi e le mode, sempre stilosa e misurata nelle atmosfere tant’è che i ricchi smaniosi russi, che pur acquistano le ville del Forte e squassano, a colpi di milioni di rubli, bagni e piscine e negozi e botteghe e ristoranti e sfigate gioiellerie, in Capannina non vanno perché lì, per assaporare il mitico soufflè che batte perfino i soufflè parigini, occorrono palati fini e vantato bon ton.

Gherardo Guidi che prese la Capannina negli anni '70, è di Castelfranco pisano, zona di concerie e di piccole imprese. Fin da ragazzo aveva una passione forte per ritmare la batteria. Sarebbe andato a suonarla coi complessi di giro, avrebbe lasciato casa. Siccome era figlio unico, il babbo che usava tenerselo appresso, il babbo che era possidente terriero gli comprò un night, la Sirenetta che in breve, grazie al rampollo divenne una mecca nell’entroterra pisano.

Vi approdarono Peppino di Capri e Milva, Little Tony e Bongusto. Mai la Versilia era, come lo è adesso, un richiamo forte per chi ama le notti. Così Gherardo Guidi scese in riviera, guidò rombanti Giulietta e Porsche, e s’invaghì di un primo locale, il Carillon.

Poi ebbe il colpo di fortuna. La Capannina non funzionava più, annegava nei debiti, lui la rilevò e rilanciò. Poi acquistò la Bussola del mago Sergio Bernardini e acquistò pure il bagno Roma e il Grand’Hotel, sempre a Forte. Proprio al bagno Roma due sere fa i Guidi, Gherardo e la splendida signora Carla, hanno festeggiato le loro nozze d’oro. Oggi festeggiano i novant’anni del locale che Mussolini, stordito dalla dolce vita che gli frastornava la figlia Edda, fece chiudere. Che gli alleati riaprirono, che gli anni del boom portarono al trionfo. —
 

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