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È morta Marisa Merz, signora dell’Arte povera
TORINO. È morta Marisa Merz, artista torinese di fama internazionale, considerata l’unica donna esponente della corrente dell’arte povera, gruppo nel quale non fu inclusa e dal quale mantenne un certo distacco. Aveva 93 anni. Moglie di Mario Merz, compagno di vita e di lavoro, e madre di Beatrice, presidente della Fondazione Merz, esordisce negli anni Sessanta esponendo a Torino lavori che anticipano il suo ingresso nel movimento dell’Arte Povera. Sono sculture di lamine di alluminio mobili e irregolari e fragili tessiture di nylon e filo di rame, che oppongono al rigore del minimalismo un’immagine enigmatica, aerea. Nel 1967 partecipa alla prima mostra dell’Arte Povera, curata dal teorico della corrente Germano Celant, alla Galleria La Bertesca di Genova e poi riproposta all’Ica di Londra, a Berna e ad Amalfi.
Presente alla Biennale di Venezia nel 1980, partecipa a Documenta a Kassel nel 1982 ed espone in numerose personali e collettive in Italia ed Europa. Tra il 2017 e il 2018 realizza una mostra itinerante inaugurata al Metropolitan Museum di New York. Nel 2013 la Biennale di Venezia le ha conferito il Leone d’Oro alla carriera.
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