Sicurezza
Cristicchi: «Amo la trap ma il mio cuore batte per Gaber»
Camaiore. Simone Cristicchi è quell’artista obliquo che è riuscito nella propria carriera a parlare di tanto: dai temi leggeri a quello della follia. Sarà per quella sua aria scanzonata ma seria, con il sorriso semplice, ma è uno di quegli artisti italiani che difficilmente divide – solitamente unisce – per quel suo modo che ha di narrare le storie attraverso le sue canzoni. Chi meglio di lui può salire sul palco del Festival Gaber di Camaiore per celebrare il compianto cantautore del teatro canzone? . «Per me è una grande emozione tornare a Camaiore per parlare di Gaber – dice il cantante romano, reduce del grande successo del festival di Sanremo con il pezzo Abbi Cura di me – Proprio durante il festival ebbi il mio primo contatto con Mondadori che mi fece il contratto per il mio primo libro».
Quanto conta il teatro nella tua poetica?
«Tantissimo. Per me Gaber ha rappresentato una scuola per mettere in piedi il mio primo spettacolo che si chiamava “Centro di igiene mentale”. Del resto il mio secondo album si chiama proprio come una sua canzone: Dall’altra parte del cancello. Quindi diciamo che per me la canzone e lo spettacolo vanno di pari passo. E penso continueranno a farlo anche in futuro».
Hai un buon rapporto con la Toscana, hai interpretato insieme a un entourage toscano la storia del “Cristo dell’Amiata”...
«La storia di Davide Lazzaretti è arrivata a me. Ho trovato il libro su una bancarella, o forse lui ha trovato me, e mi ha affascinato al punto che ho cominciato a documentarmi; da lì è nato lo spettacolo».
Sei un cantante a cui importa molto del mercato discografico?
«Per nulla. Ma non perché io abbia le spalle coperte: mi piace l’idea di fare quello che sento. Ma sono sempre molto attento alle nuove uscite: per esempio mi affascina molto il mondo del nuovo fenomeno trap. Io vengo da tutt’altra scuola anche se anche io ho un animo ribelle sopito: cominciai con una cover band dei Nirvana. Adesso sono al lavoro sul mio prossimo disco che vorrei uscisse nell’estate del 2020».
Magari ci saranno trapper...
«Sarebbe bellissimo. Un po’ diavolo e acqua santa». –
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