Il Tirreno

IL RICORDO DI RENZO ARBORE 

«Gentile, ironico, sensibile Con lui se n’è andata la nostra parte più bella»

m.t.
«Gentile, ironico, sensibile Con lui se n’è andata la nostra parte più bella»

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ROMA. Renzo Arbore e Marisa Laurito, gli amici del cuore, quelli che Luciano De Crescenzo più amava ora ne parlano con infinita tristezza nel momento dell’abbandono. Marisa Laurito organizza l’estremo saluto con i familiari dello scrittore scomparso, Renzo l’aiuta, proprio come avrebbe voluto Luciano.

Arbore, che cosa ci lascia De Crescenzo?

«Ci lascia un pezzo di cultura del nostro paese. Il pezzo migliore. Sapeva parlare e scrivere di filosofia, storia, scienza. Ma non era solo un intellettuale finissimo spesso sottovalutato, godeva di una grande popolarità, era stato tradotto in 44 paesi e aveva venduto 25 milioni di copie. Tutte le copertine dei suoi libri erano conservate nel suo ufficio e ogni volta che andavo da lui ne trovavo di nuove. Aveva primeggiato in tante discipline, persino in motonautica».

Come l’ha conosciuto?

«Tramite amici e mi stupì subito quest’uomo che manovrava i computer da esperto quando noi comuni mortali ancora non ne conoscevamo neppure il nome. Parlava e litigava con il computer da grande operatore».

Lui era molto amato all’estero?

«Moltissimo, in Germania si studiano i suoi libri. Nelle decine di film di successo lui portava una Napoli gentile, elegante, una Napoli del sorriso. Una Napoli del sì perchè lui era un uomo del sì».

Era anche enormemente spiritoso.

«Moltissimo e sensibile. In tanti anni non ho mai sentito Luciano parlare male di qualcuno, di uno scrittore, di un attore. Casomai glissava quando ascoltava qualcuno parlare snobisticamente della Napoli che lui amava e che rappresentava. L’ultima sua soddisfazione è stata vedere la trasposizione teatrale del suo Così parlò Bellavista al San Carlo con il pubblico che anticipava le battute degli attori, ricordando a memoria quelle del film scritte da lui e da Pazzaglia, altro grande, dimenticato».

E a lei che cosa mancherà di De Crescenzo?

«La saggezza, l’ironia, soprattutto i ricordi comuni. Ultimamente quando lo andavo a trovare gli parlavo di quei ricordi, le amicizie, gli sfottò, Capri, Napoli. Amicizia mai incrinata dal litigio». —

m.t.

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