Quando il Cenacolo diventa teatro, Michele Sinisi “rilegge” Leonardo
FIRENZE. Il Cenacolo che Leonardo da Vinci dipinse per il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, rivive sulla scena in 12 quadri. Anzi in 13. Si intitolo infatti “Cenacolo 12+1” lo spettacolo che debutta stasera, giovedì 18 luglio, in prima assoluta nella scenografica piazza del Duomo di San Miniato, a chiusura della Festa del Teatro numero 73. Scritto e diretto da Michele Sinisi, con Stefano Braschi, Giuditta Mingucci, Stefania Medri, Donato Paternoster, Nicolò Valandro, si sviluppa in 13 fotogrammi legati ciascuno ad un aspetto storico, artistico o aneddotico del celebre affresco. Lo spettacolo si snoda come una via crucis laica, dalla prima cena dei frati nel refettorio di fronte all’affresco appena ultimato, all’arrivo delle truppe napoleoniche che usano le facce degli apostoli come bersagli per ammazzare il tempo, per poi passare ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e ai successivi restauri. Un grumo di sofferenze e splendori che, fra personaggi reali e immaginari, ruota attorno una delle opere capitali del Rinascimento. Spiega Sinisi: «Sullo sfondo, protagonista assoluto, c’è il Cenacolo, dipinto su una parete non come un affresco ma come una pittura su tavola, impreparato quindi a far fronte alla rovina del tempo. Per questo sulla scena compariranno anche quelle forze coautrici dell’opera come la vediamo oggi: pioggia, vento, frane, esplosioni, sfregi. Ma anche sacchi di sabbia e materassi, preziose forze conservative che hanno salvato l’opera, proteggendola dal deterioramento. L’ultima stazione è dedicata alla quotidiana umanità di una figura diventata leggendaria”. Si replica fino al 24.
Tredici fotogrammi in scena, legati ad aspetti storici, artistici o aneddotici dell’affresco del Genio La piazza del Duomo questa sera sarà la location della prima assoluta
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
