Toscana
La decima di Giorgia in piazza Napoleone a Lucca. «Qui ho vissuto serate eccezionali»
La cantante romana stasera sul palco con Janelle Monàe. Doppio show e forse un duetto di black music
Mancava da sette anni sul palco del Lucca Summer Festival, lei che vanta il record di presenze (questa sarà la decima volta) da sola o in coppia. La divina Giorgia torna questa sera, giovedì 18 luglio, (alle 21) per la prima data del tour estivo “Pop Heart Night” nel quale, oltre ai classici che hanno fatto conoscere le sue straordinarie doti vocali, la cantante romana interpreterà anche le cover contenute nel suo ultimo album.
Dopo di lei Janelle Monàe, modella e attrice afroamericana (anche nel pluripremiato “Moonlight”) nuova regina della black music e simbolo del movimento femminista anti Trump. Una serata tutta al femminile all’insegna “della musica dell’anima”.
Giorgia, la sua prima volta a Lucca nel 1999 con Herbie Hancock, nel 2000 al fianco di Lionel Ritchie. Poi il primo concerto da sola nel 2001 a cui sono seguite altre sette apparizioni. Che cosa ha di speciale il Summer Festival?
«Caspita, dieci volte? Non le avevo contate. Per me questo palco è un po’ una casa, ho lavorato per molti anni con la D’Alessandro & Galli come management e quindi ho partecipato a diverse edizioni. Concerti unici come quelli con Ray Charles e Lionel Richie, esperienze indimenticabili. Ecco perché questo festival è parte della mia storia e crescita musicale».
Ora un doppio concerto: prima lei, poi Janelle Monàe. Che concerto sarà?
«Non faremo un set intero per dividere la serata con la divina Janelle, ma concentreremo la setlist in modo che ci siano tutti i momenti diversi di questo show e cioè le cover, i miei brani passati e recenti, il dj set, il momento acustico. Saranno come onde che si accavallano, un po’ di corsa, ma vogliamo regalare belle vibrazioni al pubblico».
Ci sarà anche un duetto con la cantante americana?
«Chi lo sa, col patron Mimmo d’Alessandro tutto può succedere all’ultimo minuto».
Voce e cuore: il suo “Pop Heart” è uno degli album di grande successo del 2019.
«In realtà per me era una sorta di pausa dagli inediti di 25 anni per dedicarmi alle canzoni degli altri che porto dentro da ascoltatrice. Un po’ la chiusura di un cerchio. Sono felice che sia piaciuto perché non era scontato e neanche semplice fare una selezione».
Tra le reinterpretazioni c’è “Una storia importante” di Eros Ramazzotti.
«È una delle canzoni che cantavo nella mia stanza da ragazzina, una scelta di istinto, di cuore pop. Ho privilegiato le cose che mi sono portata dietro nel tempo».
Come si allena una voce come la sua?
«Ci vuole cura, disciplina, rinuncia e allenamento e poi tanto rock’n’roll! A parte gli scherzi la voce dipende dai muscoli delle corde, l’allenamento è importante per il fiato, ma credo che sia altrettanto importante lavorare sulle emozioni e sulla mente perché tutto si basa sul respiro ed è a quello che bisogna prestare le attenzioni. Un lavoro interiore non sempre facile nel caos che è la vita».
Giorgia che musica ascolta?
«Tanti generi e stili. Anche il rap ed è buffo perché vent’anni fa ascoltavo l’hip hop americano. E poi guardo alla nuova frontiera della musica italiana e mi piace molto. Senza dimenticare la mia “solita” musica black che ascoltavo da piccola, il nuovo soul e il pop straniero, ma anche musica araba, greca, indiana, cercando di farmi contaminare il più possibile per trovare ispirazione».
Ricordi del Summer Festival?
«Tanti. Forse il più emozionante il mio incontro con Ray Charles che mi chiedeva di conoscere la storia di mio padre, Giulio Todrani, un’icona del blues romano, che da piccola mi raccontò di essere amico di Ray e che “Georgia on my mind” era dedicata a me. Abbiamo riso molto». —
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