La manifestazione
La plastica affonda la pesca
Nuova coordinata: di pesca e plastica ma non solo nell’approfondimento odierno targato Legambiente.
Globalmente il pescato è la fonte principale di proteine animali e rappresenta il 20% di cibo che 1,4 miliardi di persone (19% della popolazione globale) consuma. Purtroppo il marine litter, la spazzatura pescata in mare, ha la capacità di ridurre l’efficienza e la produttività dell’attività relativa alla pesca commerciale e dell’acquacoltura. Al momento non è possibile calcolare la riduzione annuale dei benefici che gli ecosistemi marini ci offrono anche se, ad esempio, nel 2011 l’inquinamento da plastica ha ridotto del 1-5% la produttività.
Su scala globale è stato stimato come per il 2011 i servizi degli ecosistemi marini garantissero alla società dei benefici di approssimativamente 49,7 trilioni di dollari per anno. Questo declino del 1-5% si traduce in una perdita annuale di 500–2500 miliardi di dollari. Considerando la quantità di plastica presente in mare nel 2011 (circa 75-150 milioni di tonnellate) è stato calcolato un costo annuale per tonnellata di plastica marino di 3300 - 33mila dollari in termini di sola perdita di capitale naturale. Nell’interezza i costi risultano esponenzialmente superiori. Dato che la maggior parte della plastica si degrada in secoli, si può ipotizzare in 28–71 milioni di tonnellate di plastica siano stati riversati tra il 2011 e 2017. Ciò comporterebbe un’ulteriore perdita economica che non si può trascurare. —
Festambiente
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